PER LA FESTA DELLE DONNE…CUCINA L’UOMO DI CASA!

In realtà è stata una coincidenza!
A mio marito Natale piace cucinare, a volte si tratta di qualche piatto sbrigativo, altre volte di un pasto completo (tranne il dolce). Il più delle volte veramente ci mettiamo a cucinare insieme, ieri invece ha fatto quasi tutto lui, io praticamente gli ho fatto solo da assistente.
Sabato pomeriggio abbiamo comprato il pesce e, ieri mattina, lui l’ha pulito e preparato per essere cucinato. Così, al ritorno dalla Messa, si è messo ai fornelli.
Lui sa essere anche molto creativo in cucina, ma ieri si è mantenuto sul classico. Non aspettatevi quindi delle ricette chissà quanto fantasiose, vi assicuro però che era tutto molto buono!!!

Il menù comprendeva:
spaghetti con cozze e vongole
gamberoni al forno con pistacchio
pepata di cozze
involtini di pesce spada*

*questi in realtà li abbiamo comprati già fatti

Per gli spaghetti, questa volta Natale ha preferito la versione in bianco. Fare aprire le cozze e le vongole (che noi per comodità compriamo già pulite) separatamente, in due pentole, con degli spicchi d’aglio. Sgusciatene una buona parte e filtrate i liquidi rilasciati dai molluschi.
In una padella abbastanza grande e alta (la nostra in realtà non è molto grande, ma mi sono ripromessa di regalarne al più presto una così a mio marito, che si potrà quindi cimentare in delle performance da vero chef!) soffriggere altri spicchi d’aglio in abbondante olio, unire i liquidi filtrati e fare restringere un po’. Quindi, aggiungere i molluschi e abbondante prezzemolo tritato e spegnere.

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Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli 2 minuti prima della fine della cottura, versarli nella padella con il sughetto e finire di cuocerli. Non resta che impiattare e servire.
Qui lo potete vedere all’opera (intanto ci siamo anche spostati nella cucina di mia suocera che abita…al piano di sotto della nostra casa):

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E qui il piatto (abbiamo fatto una porzione da ristorante giusto per fare la foto…ma poi abbiamo aggiunto un altro po’ di pasta):

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Per i gamberoni, che erano veramente belli grandi, originariamente l’idea era semplicemente di grigliarli (insieme agli involtini) ma, siccome il tempo non ha permesso di accendere il barbecue fuori, abbiamo optato per un altro tipo di cottura. Quindi, pulire i gamberoni, togliendo la testa, il guscio e il filo nero intestinale e lasciando, se ci si riesce, la coda. Preparare l’impanatura: noi abbiamo usato 100 g di pangrattato, sale, 1 cucchiaio di grana grattugiato, 1 spicchio d’aglio e 2 cucchiai di farina di pistacchio. Dopo aver macinato tutto insieme, mi sono resa conto (perché questa l’ho preparata io!) di avere sbagliato a mettere il pistacchio prima: sarebbe stato meglio aggiungerle dopo aver amalgamato gli altri ingredienti, così se ne sarebbe sentito di più il gusto (almeno penso che sarebbe stato così) e si sarebbe anche visto meglio!!! Se ci dovesse essere una prossima volta, procederò diversamente e ne metterò un po’ di più.
Oliare i gamberoni, passarli nell’impanatura, sistemarli su degli spiedini e cuocerli sotto il grill del forno, 5 minuti per lato.
Devo dire che erano anche questi deliziosi.

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Gli altri piatti non li ho fotografati, comunque gli involtini di pesce spada sono stati cotti sempre sotto il grill, circa 8 minuti per lato e, per la pepata di cozze, basta far rosolare degli spicchi d’aglio in olio, aggiungere le cozze, mettere il coperchio e farle aprire a fuoco abbastanza alto e scuotendo la pentola per rimescolare. Quando tutti i molluschi sono aperti unire del prezzemolo e, chiaramente, peperoncino. Dare un’altra rimescolata e servire ben caldo.
A volte mettiamo anche dei pomodorini spezzettati, da aggiungere insieme alle cozze.

Che dire? Ci siamo alzati da tavola ben sazi e soddisfatti!!!
Alla prossima,
Nata

Maiale stufato con cavolfione alle olive

maiale con crema di cavolfione alle olive (4)

Di nuovo maiale, avrete capito che è la carne maggiormente usata nella mia cucina, vi dispiace?

Cominciamo

  • Lonza o pancetta di maiale
  • Cavolfiore
  • Olive
  • Aglio
  • Olio d’oliva, sale e pepe q.b.

Procedimento:

Lavate e tagliate il cavolfiore, cuocetene una parte in abbondante acqua salata. La restante buttatela in padella dove avrete fatto rosolare due spicchi d’aglio.

Fatelo rosolare qualche minuto, abbassate la fiamma ed aggiungete mezzo bicchiere d’acqua.

Quando cotto il cavolfiore lessato mettetelo in un bicchiere da mixer, aggiungete olio, aglio, olive e prezzemolo tritato ed amalgamate il tutto fino ad ottenere una crema omogenea.

Togliete dal fuoco anche il cavolfiore stufato e tenetelo da parte in caldo.

Nel fondo di cottura del cavolfiore stufato, aggiungete un fio d’olio e mettete le fette di carne.

Alzate la fiamma e lasciatetele dorare da entrambe le parti. A questo punto abbassate il fuoco, mettete il coperchio e lasciate cuocere una decina di minuti.

Inpiattate e…………………………………………. buon appetito

maiale con crema di cavolfione alle olive (1) maiale con crema di cavolfione alle olive (2)

Polenta, funghi e………………………….broccoli

polenta, funghi, crema di broccoli (4)

Salve, buonasera, mi perdonerete per il presentare un piatto “nordico”, mi rendo conto che potrebbe cozzare con il titolo del blog…………ma è buonissima.

Cominciamo con gli ingredienti:

  • polenta (ovviamente ho usato quella precotta, mi scuso con i cuochi professionisti)
  • misto di funghi
  • carota, cipolla, sedano, sale e pepe, qb
  • broccoli neri
  • olive
  • pecorino
  • un pomodoro

Preparazione

Prepariamo la polenta come descritto sulla confezione; a cottura ultimata mentre ancora è in pentola (o come me nella planetaria), aggiungete del burro, del prezzemolo tritato, del pecorino grattato. Ovviamente le quantità decidetele voi in base al gusto ed alla quantità di polenta.

Appena pronta ed ancora calda io l’ho versata in uno stampo per torte e l’ho lasciata raffreddare.

Fatto questo ho preparato i broccoli, immergendoli in acqua salata e facendoli cuocere. Appena pronti metteteli in un bicchiere per mixer, aggiungete olio, aglio, pepe nero, pecorino; frullate tutto con il mixer fino ad ottenere una crema omogenea, aggiustate di sale e mettetela da parte.

Passiamo ai funghi; preparate un fondo di cipolla, sedano e carote e pomodoro, mi raccomando tagliate molto sottilmente le verdure. Mettete in padella e lasciate soffriggere a fuoco lento.

A parte pulite e tagliate i fungi in diversi modi (strisce, interi, a metà etc), buttateli nella padella dell’intingolo e lasciate cuocere a fiamma bassa.

Capovolgete lo stampo con la polenta su un largo piatto, riempite il centro con i funghi e decorate la stessa con un po del sugo di funghi allungato con del burro fuso.

Accompagnate dalla crema preparata e……………………buon appetito

polenta, funghi, crema di broccoli (1)

SPAGHETTI CON SALSA VELOCE DI TONNO

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Oggi un post brevissimo, per lasciarvi la ricetta di un sughetto veloce con il tonno, molto appetitoso, da preparare mentre cuoce la pasta.
È una ricetta ereditata da mia madre. A me piace molto con gli spaghetti, ma è buono anche con formati di pasta corti.

Ingredienti per 2 persone:
½ cipolla
1 spicchietto d’aglio
una scatoletta di tonno da 80 g
4 pomodorini (o 2 pomodori)
2-3 filetti di acciughe sott’olio
una piccola noce di burro
prezzemolo tritato
180 g di spaghetti (questa volta erano spaghettoni)

Soffriggere in poco olio la cipolla e l’aglio tritati e unire il tonno sgocciolato il più possibile dall’olio di conservazione. Aggiungere i pomodorini (o i pomodori) a pezzettini e far cuocere per circa 5 minuti.
Unire i filetti di acciughe spezzettati e una piccola noce di burro e proseguire la cottura per altri 5 minuti.
Spegnere e unire del prezzemolo tritato.
Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, versarli nella padella e farli insaporire qualche minuto.

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Tutto fatto. Non mi resta che augurarvi buon appetito,
Nata

 

I MIEI PRIMI ARANCINI

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Eccomi qua con una delle specialità della gastronomia siciliana. Era in assoluto la prima volta che li preparavo e devo dire che il risultato è stato più che soddisfacente.

Pensando agli arancini, mi viene subito in mente il commissario Montalbano, non so se avete letto i libri di Camilleri o visto i film trasmessi dalla Rai con il bravissimo Luca Zingaretti (io entrambe le cose e anche più di una volta): uno dei racconti si intitola proprio “Gli arancini di Montalbano”: il commissario rinuncia a un viaggio con la fidanzata pur di passare la notte di Capodanno dalla sua cameriera Adelina a gustare i suoi deliziosi arancini.
Questo la dice lunga sulla bontà di questo piatto.

Mentre cercavo qualche informazione in più su questa pietanza, ho appreso anche qualche notizia che non conoscevo:

“come specialità della cucina siciliana, è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF) con il nome di “arancini di riso”.
Si tratta di una palla o di un cono di riso impanato e fritto, del diametro di 8-10 cm, farcito generalmente con ragù, piselli e caciocavallo, oppure dadini di prosciutto cotto e mozzarella. Il nome deriva dalla forma originale e dal colore dorato tipico, che ricordano un’arancia, ma va detto che nella Sicilia orientale gli arancini hanno più spesso una forma conica.
Nella parte occidentale dell’isola questa specialità è conosciuta come “arancina”, mentre nella parte orientale è chiamata “arancino”. Secondo lo scrittore Gaetano Basile la pietanza dovrebbe essere indicata al femminile, in quanto il nome deriverebbe dal frutto dell’arancio, l’arancia appunto, che in lingua italiana è al femminile. Tuttavia in siciliano la declinazione al femminile dei frutti non è frequente quanto in italiano, e nel caso specifico l’arancia viene detta arànciu. Pertanto in siciliano il nome di questa pietanza è originariamente al maschile (arancinu).
Quasi tutte le grandi città siciliane ne rivendicano la paternità. In particolare nel comprensorio catanese si sostiene che la forma a cono si debba ad una ispirazione data dall’Etna: infatti tagliandone la punta esce dall’arancino il vapore che ricorderebbe il fumo del vulcano, mentre la superficie croccante della panatura e il rosso del contenuto ne rievocherebbero la lava nei suoi due stadi, calda e fredda. Sempre nel catanese, la forma a palla del prodotto ha generato un accostamento con le persone corpulente, definite con tono di scherno arancinu che’ peri (arancino con i piedi, ossia arancino che cammina), per indicare una persona particolarmente rotonda
Fonte: Wikipedia

In definitiva, da noi, nel messinese l’arancino è maschio ed è di forma conica.

Come accade per i piatti tradizionali, ci sono delle varianti nella preparazione: per quanto mi riguarda, ho seguito i consigli di mia madre e di una mia amica, entrambe preparano arancini molto buoni!!!

Ecco alcuni consigli:

Sia il riso che il ragù è bene prepararli in anticipo, l’ideale è il giorno prima, in modo che siano ben freddi al momento della composizione degli arancini (il riso deve essere duro e appiccicoso). Io ho fatto così e mi sono trovata benissimo. Inoltre, essendo la preparazione abbastanza lunga, ci si può organizzare meglio.
• Per quanto riguarda il riso, chiaramente è importante scegliere quello giusto: il più indicato è il riso originario.
• Per quanto riguarda il ragù, ognuno può seguire la propria ricetta, l’importante è che sia piuttosto asciutto.

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Con le dosi riportate, ho ottenuto 40 arancini non molto grandi.

Per il riso:
1 Kg di riso originario
circa 2,5 l di brodo vegetale
½ cipolla tritata
50 g di burro
50 g di grana grattugiato
2 bustine di zafferano
sale
olio

Per il ripieno.
Per il ragù (io lo faccio a occhio, qui riporto delle dosi approssimative):
300 g di macinato misto di vitello e maiale
½ cipolla tritata
1 carota grattugiata
1 gambo di sedano tritato
1 spicchio d’aglio tritato
circa 200 g di passata di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua
½ bicchiere di vino bianco
sale
olio
circa 200 g di piselli
Inoltre:
prosciutto cotto a cubetti
formaggio filante a cubetti (io ho usato il galbanino)

Per la lega (ve ne avanzerà, ma è bene prepararne in abbondanza per poter immergere bene l’arancino):
800 ml di acqua
circa 400 g di farina
una manciata di sale

Per l’impanatura:
abbondante pangrattato

Per friggere:
abbondante olio di semi (io uso quello di arachidi)

Per il riso: sciogliere lo zafferano nel brodo caldo e regolare di sale. Fare appassire la cipolla in olio, unire il riso e farlo tostare. Versare quasi tutto il brodo e portare a cottura: spegnere quando il riso è al dente e asciutto (se necessario aggiungere altro brodo, poco alla volta). Mantecare con il burro e il grana e versare il riso in un contenitore basso e largo (io ho usato una teglia rettangolare) e, una volta freddo, metterlo in frigo.

Per il ragù: soffriggere in olio la cipolla, la carota, il sedano e l’aglio, aggiungere il macinato, farlo rosolare sgranandolo bene, sfumare con il vino, versare la passata e il concentrato di pomodoro, salare e far cuocere a fuoco basso fino a quando sarà ben asciutto (io ho impiegato circa 1 ora e 30 minuti). Intanto, rosolare un po’ di cipolla in olio, unire i piselli e poca acqua, salare e portare a cottura, senza farli disfare. Unirli al ragù e far raffreddare il tutto.

Al momento di assemblare gli arancini, preparare innanzitutto la lega, cioè una pastella che serve a sigillare l’arancino: basta mescolare farina, acqua e sale amalgamando bene con una frusta. Le dosi che vi ho dato sono indicative: bisogna regolarsi in modo da avere una pastella densa.

Per comporre gli arancini, è bene disporre sul piano di lavoro tutto il necessario:
• il riso
• il ragù
• i cubetti di prosciutto e formaggio
• la lega
• il pangrattato
• un contenitore con dell’acqua per bagnarsi le mani durante la fase di riempimento, tra un arancino e l’altro (in modo che il riso non si appiccichi alle mani stesse)
• vassoi (ne servono più di uno) per sistemare gli arancini nelle varie fasi della preparazione.

Bagnarsi le mani, prendere una cucchiaiata abbondante di riso e metterla nel palmo della mano: per la quantità, vi regolerete man mano che li fate! Con le dita dell’altra mano, fare un buco al centro e creare un cavità spingendo il riso verso l’esterno.
Quindi, mettere un cucchiaino abbondante di ragù e dei cubetti di prosciutto e di formaggio: bisogna regolarsi a occhio, il ripieno non deve essere né troppo poco (altrimenti l’arancino sa soprattutto di riso) né assai (altrimenti si rischia di non poter chiudere bene l’arancino): anche in questo caso, ci si regola man mano che si preparano.
Ora bisogna richiudere il riso attorno al ripieno e dare la forma conica. Poi, bisogna compattarlo bene, girando l’arancino tra le mani. Io, inizialmente, pensando di non riuscirci, li ho fatti rotondi, poi invece ho scoperto che dare la forma conica in realtà non è così difficile. Infatti, nelle foto si vedono entrambe le forme.
A questo punto avremo tutti gli arancini formati e sistemati sui vassoi:
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Ora bisogna passare alle fasi di lega e panatura: su consiglio della mia amica, ho separato le due fasi procedendo per un tot di arancini alla volta, cioè uno alla volta ho immerso 5 arancini nella pastella in modo che ne fossero ricoperti bene e li ho appoggiati sul vassoio: in questo modo, la pastella può sgocciolare un po’, eliminando quella in eccesso, ma non ha il tempo di asciugarsi del tutto.
Poi, sempre uno alla volta, ho passato gli arancini nel pangrattato, pressando bene con le mani in modo che si saldasse bene alla lega.
Sistemati questi 5 arancini sul vassoio, procedere con altri 5 fino a completarli tutti.

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Infine procedere alla cottura: friggere gli arancini in olio profondo, pochi alla volta, fino a quando saranno ben dorati. Io non ho la friggitrice, quindi ho usato una pentola profonda.
Gustarli caldi.
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Avendone preparati in abbondanza, in parte li ho congelati, chiaramente non fritti. Quando si vogliono consumare, bisogna farli scongelare, meglio se in frigo, ricompattarli se necessario e friggerli. La mia amica mi ha detto che, se lo si ritiene opportuno, si possono nuovamente passare nella lega e nel pangrattato. Io non l’ho fatto e non ho avuto problemi.
Si mantengono molto bene.

Mi sembra di essere stata, come al solito lunga ma abbastanza chiara. Per ora vi saluto,
Nata

LIEBSTER AWARD!

Pubblicazione1

Oggi doppio post perché ho avuto (anzi abbiamo avuto, visto che in quest’avventura non sono da sola, ma condivido il blog insieme a mio cognato, Docsurgery) l’onore di essere nominata per il Liebster Award. A dire la verità ci sono state due nomine, ma della prima non mi sono accorta subito e me ne scuso ancora (ho letto il post ma, arrivata ai blog nominati ho dato un’occhiata rapida, forse perché non pensavo di poter essere nominata!).
È un modo per conoscerci un po’ meglio e, quindi, partecipo con piacere. Spero di fare le cose bene, essendo per me la prima volta. Chiaramente risponderò per quello che riguarda me.
Quindi ringrazio, per avermi nominata, ideepensharing e vdrhomedesign che mi hanno nominato!!

Le regole per questo Liebster Award sono:
o Ringraziare il blog che ti ha nominato.
o Rispondere alle 10 domande.
o Nominare altri 10 blog con meno di 200 follower.
o Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Perché hai aperto un blog?
L’idea è stata di mio cognato (anche se un pensierino ce l’avevo fatto pure io da un po’ di tempo). Per quel che mi riguarda, personalmente avevo anche voglia di fare un’esperienza nuova e di condividere non solo ricette, ma anche pensieri, emozioni, momenti della vita quotidiana…Beh, dai…voglio anche farvi vedere le torte che preparo!!!

Ci parli un po’ delle tue passioni?
Oltre chiaramente alla passione per la cucina, in generale, e per la pasticceria, in particolare, ho anche altri passatempi che mi appassionano: l’uncinetto (l’ho imparato da piccolina da mia nonna), il punto croce (mi piace soprattutto fare dei quadri, ne ho molti appesi in cucina), la maglia (che però ultimamente ho un po’ abbandonato). Sono un’appassionata di giochi enigmistici (La settimana Enigmistica è in assoluto la mia preferita). Mi piace anche il giardinaggio, anche se il mio pollice è di un verde un po’ sbiadito, leggere (ho sempre un libro sul comodino) e mi piacciono le serie “crime” stile CSI per intenderci, anzi mi piacerebbe guardarle visto che di giorno ho poco tempo e di sera non me lo permettono!

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?
Penso che siano fondamentali, perché ti fanno capire che c’è qualcuno a cui interessa ciò che scrivi, danno modo di scambiarsi idee, confrontarsi, dare/avere dei suggerimenti, ti spingono a fare sempre meglio…insomma rendono vivo il blog che, altrimenti, sarebbe semplicemente un diario o, nel mio caso, un ricettario.

Di cosa parli nel blog?
Come di deduce anche dal nome del blog, qui si parla di cucina. Docsurgery si dedica esclusivamente al salato e, in questo, è il creativo e lo sperimentatore. Io, Natadolce, mi dedico soprattutto ai dolci.

Hai creato un rapporto di amicizia con altri blogger? Vi siete mai conosciuti personalmente?
Non ho conosciuto nessuno di persona, ma virtualmente sto conoscendo vari blogger, certo non si può parlare di amicizia, diciamo che con alcuni “parlo”e mi confronto più spesso che con altri.

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?
Più che immaginarlo, spero innanzitutto che ci sia ancora e che possa crescere e migliorare. Le idee in proposito ci sono, dobbiamo studiare il modo per realizzarle.

La cosa che sai fare meglio?
Mi imbarazza un po’ rispondere a questa domanda perché chi mi conosce più da vicino sa quanto io sia autocritica, non sono mai pienamente soddisfatta di quello che faccio, trovo sempre qualcosa che secondo me andrebbe migliorata. Diciamo che mi riesce meglio fare torte.

Quanto tempo dedichi al tuo blog?
Quando devo scrivere un articolo, il tempo può variare, in base all’argomento, mediamente tra scriverlo, caricare le foto e pubblicare si va dai 20 minuti a 1 ora. Oltre a questo, leggo gli eventuali commenti e rispondo, ma lo faccio quando ho un po’ di tempo libero.

Come nascono i tuoi post?
Finora, ho pubblicato soprattutto articoli riguardanti dolci e piatti preparati in passato, intervallati da qualche ricetta nuova. Cerco di farmi una scaletta settimanale, scegliendo delle ricette da rifare per proporle nel blog e altri argomenti che vorrei trattare, ma puntualmente non la rispetto fino in fondo.
Nei miei post, mi piace non solo presentare una ricetta, ma raccontarvi qualcosa di me, della mia famiglia, della mia vita quotidiana, del posto in cui vivo, dei miei ricordi…

Un saluto a chi legge?
Un Ciao grande a tutti quelli che sono passati, passano e passeranno di qua…

 

Ed ecco qui i 10 blog che nomino:

 

fiocchidiburro
marino&cucino
immacucina
sardeefinocchietto
lemanidicice
unatavolapertutti
taninainthewok
lacucinadellemeraviglie
ricreAnna
friedpoppy

 

E con questo è tutto,
Nata

12-03 2015: devo aggiornare il post perchè ho avuto un’altra nomination e per questo, ringrazio il salvadanaio di supermamma che mi ha nominato, andate a curiosare nel suo blog, troverete tanti consigli per risparmiare.

Approfitto di questa terza nomina per nominare a mia volta altri 10 blog:

 

FESTA PER I 3 ANNI DI SEBASTIANO: RUSTICI CON PASTA DA ROSTICCERIA SICILIANA

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Come accennavo nel post precedente, per il 3° compleanno di Sebastiano ho preparato un piccolo buffet, che comprendeva:

focaccia “tradizionale” (scarola e acciughe):

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rustici preparati con pasta da rosticceria siciliana:
i calzoni con prosciutto e formaggio:

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e i rollò con i wurstel:

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E, per finire, gli arancini:

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Oggi vi voglio lasciare la ricetta dei rustici con pasta da rosticceria siciliana. Li faccio ormai da un po’ di anni (la ricetta l’ho trovata su Cookaround) e sono una garanzia di successo (qualcuno mi ha anche chiesto se fossero stati comprati): vi assicuro che sono buonissimi!
Si tratta in sostanza di una pasta brioche con cui si possono preparare vari tipi di rustici. In questo caso ho preparato solo i rollò con i wurstel e i calzoni con prosciutto e formaggio, entrambi in versione mignon. Innanzitutto, vediamo la ricetta base. Lo strutto conferisce morbidezza alla pasta, chi lo volesse potrebbe sostituirlo con burro che invece rende la pasta più croccante (io, personalmente, preferisco di gran lunga lo strutto). Con questa dose ho ottenuto 25 pezzi mignon.

Per l’impasto:
1 Kg di farina 00
20 g di sale
100 g di strutto
100 g di zucchero
25 g di lievito di birra
circa 500 g di acqua tiepida
uovo per spennellare
semi di sesamo (facoltativi)

L’impastatrice sicuramente agevola il lavoro, ma si può fare benissimo anche senza (come faccio io). Strofinare con le mani (o nell’impastatrice) lo strutto con la farina e il sale in modo che la farina assorba lo strutto e gli ingredienti siamo perfettamente amalgamati. Fare la fontana e, al centro, mettere lo zucchero, un po’ dell’acqua e il lievito, farlo sciogliere, unire la restante acqua e impastare per circa 10-15 minuti, lavorando bene l’impasto con le mani. Si deve ottenere un impasto liscio e omogeneo, che non si attacchi più alle mani.
A questo punto bisogna suddividere l’impasto in tante palline del peso di circa 40-50 g se si vogliono preparare i rustici in formato mignon, di circa 100 g per i pezzi più grandi; è meglio pesarli, in questo caso, dato che non ho più la bilancia digitale, ho fatto ad occhio.

Per i rollò con i wurstel:
bisogna formare un cordoncino con la pasta e avvolgerlo semplicemente intorno al wurstel che io preferisco tagliare a metà per il lungo.

Per i calzoni con prosciutto e formaggio:
innanzitutto avvolgere un bastoncino di provola (io uso il galbanino) in mezza fetta di prosciutto.
Stendere la pallina, mettervi sopra il ripieno e richiudere la pasta intorno ad esso sigillando bene e dando una forma allungata, come si può vedere nella foto.

Una volta preparati i rustici, sistemarli in teglie o sulla placca del forno ricoperte con carta forno e far lievitare per circa 4 ore (al solito il volume deve raddoppiare).
Spennellare i rustici con uovo sbattuto (si può usare anche il latte, ma con l’uovo sono più gustosi), cospargere a piacere con i semi di sesamo (io l’ho fatto solo con alcuni, perché ai miei figli i “semetti”, come dicono loro, non piacciono) e cuocere in forno caldo a 200°C per circa 10-15 minuti, finchè sono dorati (ognuno si regoli poi in base al proprio forno).
Per oggi è tutto. Alla prossima, con gli arancini,
Nata

TORTA SAETTA MCQUEEN

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Salve a tutti.
Oggi si ritorna al dolce con la torta che ho preparato per il 3° compleanno di mio figlio, Sebastiano, il 18 ottobre 2014.

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Quando Sebastiano ha cominciato a interessarsi alla televisione, il primo programma ad attirarlo è stato…Pippi Calzelunghe, c’era un canale dove lo trasmettevano in continuazione per intere mattinate e, siccome la cercava anche in altri orari, abbiamo dovuto registrarlo!!! Alla fine, non la potevo più vedere né sentire neanche nominare!!! Poi, crescendo, l’ha abbandonata e, tra tutti, si è appassionato a Cars, soprattutto a Saetta McQueen, per cui non potevo non fargli una torta con il suo soggetto preferito.

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Ecco la scheda della torta:

BASE                   PdS
BAGNA                al rum
FARCITURA         crema simil Rocher
STUCCATURA     panna
DECORAZIONE   pdz

E qui dove potete trovare le ricette: https://leduecucine.com/2014/11/07/torta-rosa-con-crema-chantilly-alle-mandorle/ per il pan di Spagna (sostituendo l’aroma mandorle con i semi di ½ bacca di vaniglia) e (https://leduecucine.com/2014/11/24/torta-winnie-the-pooh-per-sebastiano/) per la crema simil rocher.

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E ora vi lascio altre foto (ne ho fatte parecchie, non sapevo quali scegliere e le ho messe tutte).
Qui sotto Saetta in fase di lavorazione. Per modellarlo ho seguito dei tutorials visti sul web e un’immagine stampata su…un ombrello:

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Qui i cactus, le pietre e la sabbia del deserto (fatta con zucchero di canna):

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Qui Saetta McQueen visto più da vicino:

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E non poteva mancare la foto del festeggiato, contentissimo mentre soffia le candeline:

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E, per finire, la foto, ahimè sfocata, della fetta:

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Nel prossimo articolo vi farò vedere cos’altro ho preparato per la festicciola.

Ho preparato anche un’altra torta (anzi erano due, uguali, di cui una decorata con una cialda), molto semplice, per festeggiare il compleanno all’asilo.
Si trattava di una torta paradiso con gocce di cioccolato e farcita con uno strato di nutella.
La cialda, sempre a tema Cars, l’ho spalmata di nutella e poggiata sulla torta; il bordino e la pseudo decorazione sono fatti sempre con nutella.
Non ne è rimasta neanche una fettina!!!

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Ed eccolo qui, con la coroncina che le maestre preparano per il festeggiato/la festeggiata di turno:

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Per oggi è tutto. A presto,
Nata

Papate ‘mpacchiuse

patate 'pacchiuse (4)

Altro piatto classico e sfizioso.

Ingredienti:

  • Patate
  • Cipolla
  • Sale, olio, pepe nero

Procedura:

Lavate e mondate le patate, tagliatele a fette spesse e mettetele in padella con il fondo ricoperto di olio ben caldo.

Aggiungete il sale e coprite con un coperchio.

Lasciatele cuocere a fuoco medio per una decina di minuti, muovendo la padella senza girarle.

Aggiungete a questo punto la cipolla tagliata a fette sottili, girate dolcemente le patate e ricoprite.

Lasciate terminare la cottura e………………………………..buon appetito.

e   patate 'pacchiuse (1)patate 'pacchiuse (3)

Pancetta di maiale e rape

pancetta maiale e rape (1)        pancetta maiale e rape (2)

Oggi un piatto classico, sfizioso e contadino.

Ingredienti:

  • pancetta di maiale
  • rape
  • sale, pepe, olio q.b

Procedura:

Mondate bene le rape e levatele in acqua fredda. Mettetele in una larga padella con un fondo d’olio ben caldo, scolando l’ eccesso di acqua senza esagerare. Deve rimanere cioè un po della loro acqua di lavaggio.

Mettete del sale grosso ed una macinata di pepe nero.

Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco medio per alcuni minuti, fino a quando saranno teneri. Tranquilli 5-10 minuti saranno più che sufficienti.

A parte preparate la pancetta. Avete due possibilità o cucinarle sulla piastra ben calda o fare come ho fatto io in padella con un filo d’olio a fuoco vivace.

Dopo cotte le ho tagliate a pezzi e versate nella padella delle rape mantecandole con esse così da amalgamare i sapori, ho aggiustate di sale e pepe e……………………………….buon appetito

pancetta maiale e rape (3)