PENNE ALLA RUSTICANA, CON TONNO E FUNGHI

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Ho già detto altre volte, fin dal primo articolo pubblicato, che la passione per la cucina è nata quando ero molto piccola.

A partire dai 12-13 anni ho cominciato a raccogliere delle ricette che, col passare del tempo sono divenute un mazzo di fogli volanti, anche un pò ingombrante, scomodo da conservare e da consultare alla ricerca di qualche ricetta da provare.

Così, nei casi in cui si poteva, ho ritagliato le ricette che mi interessavano e le ho incollate su dei quaderni, altre invece le ho scritte, sempre sugli stessi quaderni. Ho fatto una suddivisione per argomenti: primi piatti, ricette con carne, ricette con pesce, dolci ecc….

Devo dire che, fino ai 17-18 anni, ho arricchito questa mia raccolta con ricette che prendevo dalle fonti più disparate: riviste, confezioni di alimenti (tipo pasta, panna, riso, tonno e così via), depliant pubblicitari arrivati per posta…

 

Conservo ancora gelosamente questi quaderni. Molte ricette le ho realizzate nel corso degli anni (alcune sono diventate dei piatti abituali che cucino spesso), tante stanno ancora aspettando il loro turno…

La ricetta che vi propongo oggi proviene proprio da una di queste raccolte, quella riguardante chiaramente i primi piatti: trattasi dei “Sedani grandi alla rusticana” che provengono da una confezione di pasta. Non avendo usato i sedani, ma le penne, ho cambiato ovviamente anche il nome della ricetta. Ho fatto anche qualche altra modifica rispetto alla ricetta originale. Ne è risultato un piatto veramente gustoso.

Detto questo, passiamo alla ricetta.

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Ingredienti per 4 persone:

250 g di funghi champignon

1 scatoletta da 120 g di tonno sott’olio

30 g di grana grattugiato

½  cipolla

1 spicchio d’aglio

prezzemolo

320 g di penne rigate

olio

sale

pepe

 

Pulite i funghi e tagliateli a fettine.

Soffriggete in olio la cipolla e l’aglio tritati finemente. Unite i funghi e fateli cuocere.

Lessate le penne in abbondante acqua salata, scolatele al dente e versatele nella padella con i funghi. Unite anche il tonno sgocciolato, il grana e il prezzemolo tritato, mescolate e fate insaporire per 2 minuti.

Servite.

 

 

 

 

 

LINGUINE CON “SALSA P”

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Oggi vi propongo un primo piatto “di casa nostra”, che mia mamma cucinava spesso.
Come al solito una ricetta semplice, realizzata con pochi ingredienti, ma che mi è sempre piaciuta tantissimo.
Il nome glielo ho dato io, tanti anni fa, proprio per sottolinearne la provenienza: avrete quindi immaginato, a ragione, che P sta per Pasqualina (chi ha letto altri miei articoli dove si parla di ricette di casa mia, sa che Pasqualina è il nome di mia madre).
Passiamo, dunque, senza ulteriori indugi, alla ricetta. Le dosi sono un po’ approssimative, dato che facciamo entrambe a occhio. Forse sono un po’ abbondanti, ma a me piace condire “molto” la pasta, in generale, non solo in questo caso.
Come formato di pasta, mia madre ha sempre usato le linguine, ma penso che vadano bene anche altri formati, anche corti.

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Ingredienti per 4 persone:
250 g di macinato di vitello o misto (vitello e maiale)
250 g di piselli (quelli freschi sono il massimo, ma vanno bene anche quelli surgelati)
circa 200 g di pomodori pelati (o pomodorini, come nel mio caso)
1 spicchio d’aglio
abbondante prezzemolo
olio
sale
pepe
320 g di linguine
grana grattugiato (o parmigiano o pecorino) (facoltativo)

Soffriggere brevemente l’aglio tritato in olio, unire il macinato, i piselli e il prezzemolo tritato e far cuocere per circa 10 minuti.
Aggiungere i pomodori tagliati a pezzetti e circa ½ bicchiere di acqua, regolare di sale e portare a cottura, occorreranno circa 30 minuti.
Alla fine, pepare e, se necessario, unire un altro poco di olio.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e condirla con il sugo.
A piacere, spolverare con grana grattugiato.
Buon appetito. A presto,
Nata

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CROSTATA CON FRAGOLE

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Buon inizio di settimana a tutti!

Qui splende il sole e, facendo i debiti scongiuri, sembra che la primavera sia finalmente arrivata.

E sono arrivate in abbondanza anche le fragole. Visto che i dolci con questi magnifici frutti mi piacciono da morire, dopo il tiramisù, sabato ho preparato un’appetitosa crostata con le fragole.

E passo subito alla ricetta. Io ho usato una teglia rettangolare delle dimensioni di circa 24×32 cm. Non vi do la ricetta della pasta frolla, ognuno utilizzi la sua preferita: ne occorrono circa 700 g. Di fragole avrei dovuto metterne qualcuna in più, ma un pò le avevano mangiate i miei figli con la panna, quindi la quantità è quella che servirebbe teoricamente.

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Ingredienti:

pasta frolla

Per il marzapane:

100 g di zucchero

100 g di mandorle macinate

1-2 albumi

Per la guarnizione:

circa 800 g di fragole

3-4 cucchiai di zucchero

succo di limone

poca marmellata di fragole

panna montata

 

Pulire le fragole, tagliarle a fette e farle macerare con lo zucchero e il succo di limone per almeno un paio d’ore.

Stendere la pastafrolla ad uno spessore di circa 4 mm e con essa rivestire la teglia imburrata (oppure, come ho fatto io, rivestita da carta forno).  Cuocere in forno già caldo a 180°C per 20 minuti.

Mescolare lo zucchero e le mandorle e incorporare a poco a poco l’albume, fino ad ottenere una pasta abbastanza consistente da mantenere ben evidenti i solchi che saranno lasciati dalla bocchetta scanalata della sac a poche (la quantità di albumi dipende dalla grandezza delle uova, per questo è bene unirli poco alla volta), i miei non lo erano tanto.

Riempire la sacca con il composto e decorare la crostata a piacere. Mettere di nuovo in forno per circa 10 minuti, in modo che il marzapane diventi dorato (io gli ultimi 5 minuti sono passata alla funzione “ventilato”).

Fare raffreddare e sformare.

Spalmare in ogni settore della crostata un velo di marmellata, fare uno strato di panna, sistemarvi le fragole e, con un cucchiaio, distribuire anche un po’ del liquido delle fragole.

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Che dire….l’abbiamo gustata ieri a fine pranzo e non ne è rimasto neanche un pezzetto!!!

 

A presto,

Nata

 

Pennette alla carbonara

pennette alla carbonara (1)

Può mancare la carbonara nelle mie ricette? No certo anche se al solito le modifico.

Ingredienti:

  • Pennette
  • Pancetta
  • Aglio
  • Cipolla bianca
  • Olio e pepe nero
  • Prezzemolo

Procedimento:

Preparate una pentola con acqua salata.

Tagliate l cipolla sottilmente, sbucciate l’aglio e tagliatelo a metà. Versate l’olio in una padella antiaderente e lasciate profumare con l’aglio. Toglietelo e disponete la cipolla lasciandola ammalvire a fuoco medio.

Appena dorata aggiungete la pancetta tagliata a cubetti e lasciateli dorare.

Versate la pasta nell’acqua e quando al dente mettetela caldissima in una pirofila dove avrete rotto un uovo, mescolate velocemente ed aggiungendo anche l pancetta con l’olio.

Dovrete mescolare in modo che l’uovo si cuocia con il calore della pasta e dell’olio. Aggiungete Abbondante formaggio ed il prezzemolo tritato.

Buon appetito……………………

pennette alla carbonara (3)

Semifreddo di banana al cioccolato

Vi è mai capitato di avere poco di tutto? A me si, oggi ho trovato qualche biscotto, i residui delle uova di pasqua, alcune banane ed allora mi sono chiesto cosa potevo fare.

semifreddo di banana al cioccolato (2)

Ed ecco a cosa ho pensato.

Ingredienti:

  • Biscotti, quelli che volete
  • La cioccolata delle uova di pasqua
  • Banane
  • Burro
  • Liquore

Procedimento:

Versate in un frullatore i biscotti sbriciolati, le banane tagliare a pezzetti, il cioccolato spezzettato ed il burro. Fate amalgamare il tutto, magari aggiungendo un pò dilatte affinchè tutto risulti omogeneo.

Fatto ciò aggiungete un goccio di liquore.

Mettete il composto in una ciotola, cospargete con della granella di mandorle e riponetelo in frigo.

Buon appetito

semifreddo di banana al cioccolato (1)

ARROSTO ARROTOLATO CON VERDURE

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Questo è un piatto che prepara spesso mia madre, una ricetta semplice ma gustosa.

Ingredienti:
1 Kg di carne di vitello tagliata in 1 o, meglio, 2 fette
1 carota
1 gambo di sedano
100 g di piselli
una manciata di mollica di pane
latte q. b.
2 spicchi d’aglio
1 uovo
maggiorana
prezzemolo
rosmarino
poco brodo
olio
sale
pepe

Tagliare a dadini la carota e il sedano e farli ammorbidire in padella con olio e 1 spicchio d’aglio.
Sbollentare i piselli.
In una ciotola, riunire le verdure, aggiungere la maggiorana, il prezzemolo e l’uovo e regolare di sale e pepe.
Poi unire della mollica bagnata nel latte e strizzata, quanta ne occorre per avere un composto della consistenza tale da poter essere spalmato sulla carne.
Sistemare dunque la farcia sulla carne, arrotolare e legare con dello spago da cucina sigillando bene le estremità per evitare la fuoriuscita del ripieno.
Rosolare il rotolo in olio con l’altro spicchio d’aglio e il rosmarino, aggiungere poco brodo e cuocere per circa 45 minuti.
Fare riposare almeno 10 minuti e poi servire la carne a fette.

Tutto qua. Alla prossima,
Nata

DUETTO DI STOCCAFISSO: AL FORNO CON PATATE E “ALLA GOMES DE SÀ”

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Lo stoccafisso lo mangio e, soprattutto, lo cucino solo da pochi anni.
Quand’ero piccola non lo mangiavamo tanto spesso, anzi per tradizione si comprava per la Vigilia di Natale e, raramente in qualche altra occasione; ricordo che, mentre ora lo si trova già pronto per essere cucinato, all’epoca mia madre lo comprava secco e doveva poi metterlo in ammollo, quindi per qualche giorno …c’era un odorino nella stanza in cui lo teneva…che proprio non sopportavo!
In realtà non è che non lo mangiassi per niente, ma mi piaceva solo preparato in insalata, quindi crudo, condito con olio, aceto e prezzemolo: lo stoccafisso cotto mi sembrava cambiasse completamente sapore e non mi piaceva per niente.

Quando poi mi sono sposata, il 24 dicembre cucinava mia suocera preparando proprio lo stoccafisso o “a ghiotta”, cioè con pomodoro oppure in una versione in umido ma senza pomodoro. Ora, mentre mia madre, in quelle occasioni, preparava per noi figli (non ero solo io a non mangiarlo!!!) qualche altro piatto di pesce, mia suocera cucinava solo lo stoccafisso. Quindi, o lo mangiavo oppure restavo a pancia vuota; d’altra parte, non volevo pensassero fossi viziata, pertanto…..ho cominciato a mangiare lo stoccafisso e, con mia sorpresa, non mi è dispiaciuto!!!
Quando, poi, qualche anno dopo, ho scoperto che, lessando per 5-10 minuti lo stoccafisso con qualche foglia di alloro prima di cucinarlo in qualunque modo si voglia, il sapore forte viene un po’ smorzato, l’ho veramente gustato e ho iniziato anche a cucinarlo.

Ormai, lo stoccafisso lo si trova facilmente tutto l’anno, peraltro, come ho detto sopra, già ammollato, quindi ogni tanto lo compro. Questi piatti li ho cucinati un paio di settimane fa: dato che volevo provare una ricetta vista da Giovanna del blog Sarde e finocchietto e, al tempo stesso, volevo prepararlo al forno, ho deciso di fare entrambe le ricette.

La ricetta “alla Gomes de Sà” in realtà viene preparata con il baccalà che, però, dalle mie parti, come ho anche scritto a Giovanna, si trova con difficoltà (dovrei andare a comprarlo in pescheria, il mio pescivendolo lo porta molto raramente): siccome la ricetta mi era piaciuta, ho pensato di usare lo stoccafisso e devo dire che era molto buono e gustoso.
Per la ricetta vi rimando direttamente a Giovanna.

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Vi lascio invece la ricetta dello stoccafisso al forno con patate.

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Ingredienti per 4 persone:
800 g di stoccafisso ammollato
800 g di patate
8 filetti di acciughe sott’olio (se sono filetti piccoli, metterne qualcuno in più)
una manciata di capperi sotto sale
1-2 spicchi d’aglio (dipende dalla grandezza)
un bel ciuffo di prezzemolo
2 pomodori (o 4-5 pomodorini)
½ bicchiere di vino bianco secco
alloro
olio
sale
pepe

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Tagliare le patate a grosse fette.
Lessare lo stoccafisso e le patate per 10 minuti in acqua bollente con una foglia di alloro, poi scolarli bene e sistemarli in una pirofila unta d’olio.
Tritare, il più finemente possibile, le acciughe insieme ai capperi (sciacquati. Io, generalmente, dopo averli tenuti sotto sale, ne metto qualche cucchiaio in un vasetto con aceto, in modo che sono già dissalati quando li devo usare), l’aglio e il prezzemolo.
Tagliare i pomodori a dadini piccoli, privandoli dei semi.
Distribuire, su stoccafisso e patate, il trito e i pomodori, salare (con moderazione, vista la presenza di acciughe e capperi), pepare, versare il vino bianco, irrorare con olio e cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 45 minuti (io copro la pirofila con alluminio che poi tolgo negli ultimi 15 minuti di cottura).
Servire ben caldo.

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A presto,
Nata

La ‘nduja

Nduja

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
‘Nduja
Nduja.jpg
Origini
Luogo d’origine Italia Italia
Regione Calabria
Zona di produzione Spilinga
Dettagli
Categoria contorno
Riconoscimento P.A.T.
Settore Carni e loro preparazioni
Ingredienti principali carne di maiale

La ‘nduja è un salume di consistenza morbida e dal gusto particolarmente piccante.

Nome

Il nome ‘nduja o più semplicemente duja, che trae origine dal termine latino “inducere”, cioè introdurre, è altresì collegato ad altri due particolari tipi di insaccato, sempre costituiti da carne e spezie, prodotti di salumeria dai piemontesi chiamati “salam dla doja” mentre dai francesi “andouille”. Questi due prodotti, come quello calabrese, nonostante la comune matrice latina della denominazione, hanno caratteristiche assolutamente diverse.[1]

Caratteristiche

La ‘nduja è tipica del paese di Spilinga, località in provincia di Vibo Valentia, in Calabria. Imitazioni del prodotto, di qualità tuttavia non paragonabile, a causa della mancanza del particolare microclima proprio del comune d’origine situato alle pendici del Poro,[senza fonte] sono ormai reperibili in tutta la regione, a tal punto da fare della ‘nduja un alimento tipicamente associato a tutta la Calabria. Preparata con le parti grasse del maiale, con l’aggiunta del peperoncinopiccante calabrese, è insaccata nel budello cieco (orba), per poi essere affumicata.

Storicamente la ‘nduja è un piatto povero, nato per utilizzare gli scarti delle carni del maiale: milza, stomaco, intestino, polmoni, esofago, cuore, trachea, parti molli del retrobocca e faringe, porzioni carnee della testa, muscoli pellicciai, linfonodi, grasso di varie regioni, ecc. Tuttavia, già a pochi chilometri da Spilinga, così come nelle aree in cui il prodotto è arrivato più di recente (ad esempio nel cosentino o crotonese) vengono aggiunte, a questi ingredienti, le cotiche bollite tagliate a pezzettini molto piccoli[senza fonte]. La geografia tradizionale della ‘nduja è stata verificata da Corrado Barberis e Saverio Di Bella.[senza fonte] Il successo commerciale è all’origine delle modificazioni attuali nelle diverse composizioni.

Consumo

‘Nduja e pane

Si consuma spalmandola su fette di pane abbrustolito, meglio se ancora calde, o utilizzata come soffritto per la base di un ragùo di un sugo di pomodoro, con aglio; può essere usata per guarnire la pizza, prima degli altri condimenti se cruda, oppure appena sfornata; si può consumare su fettine di formaggi semi-stagionati o può entrare nella composizione di frittate.

Note

  1. ^ Salumi Casalinghi Forum – il Forum dei Salumi fatti in Casa e della Norcineria Sperimentale – Andouille, ‘Nduja e Salam d’la Duja

Bibliografia

  • Francesco Arcella, “Prodotti tipici di Spilinga e del Comprensorio del Poro”, Edizioni O.G.G., Vibo Valentia, 1997;
  • Antonio Pugliese, ‘Nduja. Antropologia, storia tecnologica di un salame calabrese , Armando Siciliano, Messina 2008;
  • Saverio Di Bella, Antonio Pugliese, ‘Nduia. Antropologia, storia tecnologica di un salame calabrese , in “Incontri Mediterranei”, n. 18, Pellegrini editore, Cosenza 2009;

Pasta e patate “ara tiedda”

Salve a tutti, oggi una ricetta tipica calabrese. Esiste in numerose varianti, ovviamente la mia è una delle tante.

pasta e patate ara tiedda (1)

Innanzitutto c’è da dire che la ricetta originale prevede una cottura lunghissima con tutti gli ingredienti messi a crudo. Io ho usato una precottura di tutti gli ingredienti per essere sicuro di non sbagliare.

Tra le altre cose ho usato la ‘nduja insieme al peperoncino, una prelibatezza.

Ingredienti:

  • Pasta il formato che volete
  • Patate
  • Cipolle
  • Pancetta
  • Salsiccia
  • Trito di maiale
  • Passata di pomodoro
  • Formaggio (io adoro il pecorino)
  • Prezzemolo
  • Peperoncino
  • Origano
  • Olio, sale, pepe q.b.
  • Ed ovviamente nella mia ricetta la ‘Nduja

Procedimento:

  • Lessate la pasta fino a metà cottura in acqua salata;
  • Tagliare a fette le patate e le cipolle pulite
  • Sbucciate le salsicce sbriciolandone il contenuto
  • Tagliata a cubetti la pancetta
  • A questo punto rosolate le varie carni in olio d’oliva, aggiustando di sale
  • Nello stesso olio soffriggete le cipolle e le patate, anche quest’ultime a metà cottura
  • A questo punto imburrate una teglia da forno e create degli stati alternando il sugo di pomodoro, la pasta, le carni, gli anelli di cipolla, il formaggio, la salvia, l’origano, il prezzemolo tritato e la ‘Nduja.
  • Mettete in forno a 160 gradi circa per almeno 45-50 minuti

………………………………..buon appetito

pasta e patate ara tiedda (3)

SONO TORNATA!!!

Finalmente, dopo quella che mi è sembrata un’eternità, sono ritornata a scrivere sul mio amato blog!

Sono mancata per motivi indipendenti dalla mia volontà. Infatti, il computer aveva dei problemi che non potevamo più trascurare e abbiamo dovuto…ricoverarlo. Pensavamo che sarebbe stata questione di qualche giorno, invece è passata una settimana.

Mi dispiace solo che non ho potuto farvi gli auguri di Pasqua. Spero, comunque, che sia stata una settimana serena e vissuta secondo i vostri desideri.

Io ho trascorso una settimana abbastanza impegnativa, perchè, con la scusa che abbiamo comprato un nuovo mobiletto per la cucina…me la sono riorganizzata del tutto, praticamente ho svuotato tutti i mobili, ho pulito a fondo e ho risistemato tutto…un lavoraccio che, comunque, avevo intenzione di fare da tanto tempo!!!

Anche il triduo di Pasqua l’abbiamo vissuto intensamente: infatti, dopo praticamente nove anni, cioè da quando è nata Chiara, abbiamo partecipato ai riti religiosi: la Messa in Cena Domini del Gioverdì Santo (anche perchè, dato che tra pochi mesi, Chiara farà la Prima Comunione, era il minimo partecipare insieme a lei alla messa che ricorda il momento in cui è stato istituito il sacramento dell’Eucarestia), la Processione con il Cristo morto e l’Addolorata del Venerdì Santo, la Veglia pasquale di Sabato notte e, chiaramente, la Messa della Domenica di Pasqua.

Visti tutti questi impegni, questa settimana non mi sono impegnata più di tanto in cucina e, pertanto non ho quasi niente da mostrarvi. Avevo delle idee in mente che avrei voluto realizzare, ma praticamente l’unica cosa in tema pasquale che sono riuscita a fare è questo (nulla di nuovo sotto il sole, è un’idea che ho visto in giro per il web):

 

TIRAMISU’ ALLE FRAGOLE NELL’UOVO DI PASQUA

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Accanto, ho voluto mettere i bigliettini che i bambini hanno preparato a scuola: quello con il pulcino è di Sebastiano (il mio cucciolotto, nonostante i suoi 3 anni, l’ha colorato veramente bene, del resto le maestre mi dicono che è un bambino molto intelligente che già riesce a fare tante cose che fanno i bambini di 5 anni, a volte meglio di qualcuno di questi), quello con lo sfondo rosa è di Marta, mentre l’ultimo con lo sfondo giallo è di Chiara.

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Bene, per oggi è tutto. A prestissimo

Nata