Pasta con la neonata

Mi hanno regalato della neonata freschissima, ed ovviamente…………………..

neonata (3)

La neonata (o bianchetti) sono acciughe e sardine appena nate, ovvero novellame di pesce azzurro. Hanno diversi nomi a seconda delle regioni italiane e dei dialetti. Questi pesciolini sono tutelati da rigide regole per la pesca e di conseguenza non sempre sono disponibili sul mercato. Per bianchetto o gianchetto si intende il novellame di pesce azzurro, ovvero le forme giovanili (avannotti) di due specie: acciuga (Engraulis encrasicolus) e sardina (Sardina pilchardus). Si presentano come massa gelatinosa, opalescente e traslucida, di lunghezza poco superiore ai 2 mm.

Ho preparato della pasta con neonata:

pasta con la neonata (1)

Ingredienti:

  • Pasta (qualunque formato a vostro piacimento)
  • Neonata
  • un paio di pomodorini pachino (evitate di metterli se volete la versione bianca)
  • due filetti di acciughe
  • olio d’oliva
  • peperoncino piccante
  • aglio

Mettete una pentola con abbondante acqua salata, intanto in una pentola fate appassire uno spicchio d’aglio (io preferisco tritarlo) ma se preferite potete lasciarlo intero e poi toglierlo.

Aggiungete i pomodorini tagliati in quarti e fateli cuocere. Aggiungete dunque la neonata e fatela andare a fuoco lento rigirandola dolcemente per non romperla. Deve cambiare il colore da trasparente a bianco latte.

Versate la pasta, a fine cottura versatela nella padella con la neonata e mantecatela. Aggiungete del prezzemolo tritato fresco e…………………….Buon appetito

pasta con la neonata (2)

LA NOSTRA FESTA DEL PAPA’

Ieri, giorno di San Giuseppe, era anche la festa del papà. Il mio papà purtroppo non c’è più da due anni, ma ho festeggiato insieme ai mie figli il loro papà. Infatti, ho preparato una cenetta, molto semplice, niente di particolarmente elaborato giusto per ricordargli che papà meraviglioso è!
I bambini poi, gli hanno consegnato i lavoretti preparati a scuola e recitato le poesie che hanno imparato per l’occasione: anche Sebastiano ha detto la sua prima poesia, qualche frase a dire la verità, anche se la maestra mi aveva detto che l’aveva imparata tutta. È stato lo stesso emozionante!!!

Ricordo ancora il giorno in cui è nata Chiara, la nostra primogenita, l’impazienza di diventare papà, l’attesa in ospedale fuori della sala parto e la sua tensione! Figuratevi che ogni tanto uscivo fuori per rassicurarlo e vedere in che condizioni si trovava!!! E poi l’emozione e la gioia di prendere in braccio quel frugoletto!
La stessa emozione ovviamente l’ha provata anche quando sono nati la sorellina Marta e il fratellino Sebastiano.

Che dire di questo papà…è un papà che dialoga con i figli, si impegna a trasmettere loro i valori importanti, ci gioca, se necessario li aiuta a fare i compiti, se li porta a passeggio, quando occorre li rimprovera…insomma E’ UN BRAVO PAPA’.
Sì, i miei figli hanno proprio un bel rapporto con il loro padre!

Tornando alla cena di ieri sera, ho preparato delle lasagne al forno con ragù, per secondo degli spiedini misti di carne e, infine, come dolce, “i crispeddi”, dei dolci fritti che si preparano tipicamente, ma non esclusivamente, il giorno di San Giuseppe. Per oggi vi lascio qualche foto, nei prossimi giorni metterò qualche ricetta.

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A presto,
Nata

PITONI (QUASI) MESSINESI

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I pitoni (alcuni li chiamano anche pidoni, in dialetto “pituni”) sono dei “calzoni” tipici della rosticceria messinese, anzi sono gli unici rustici esclusivi della rosticceria messinese.

Mia madre (e io come lei) li ha sempre preparati con la pasta lievitata, fatta con farina di semola e farina 00, stesa abbastanza sottile, farcita e fritta.
Tempo fa, girando per il web, casualmente mi sono imbattuta in una ricetta di pitoni diversa, nel senso che la pasta veniva preparata senza lievito, con farina, olio e acqua. Ho voluto approfondire e ho trovato anche qualche altra ricetta simile: in una, al posto dell’olio, veniva usato lo strutto, in un’altra la farina era quasi esclusivamente semola.

Premettendo che I PITONI DELLA MAMMA SONO OTTIMI, ieri ho provato una di queste varianti, anche perché l‘involucro dei pitoni comprati in rosticceria effettivamente non assomiglia ad una pasta lievitata, ma è più leggero e non troppo morbido e soffice. Diciamo che non sono rimasta completamente soddisfatta di questo impasto che, comunque si avvicina a quello “ideale”. Proverò quindi anche gli altri due che ho individuato e vi farò sapere.

In realtà, ho scritto nel titolo che i pitoni sono “quasi” messinesi per un altro motivo: il ripieno tipico è composto da scarola (indivia riccia), acciughe sott’olio, pomodoro fresco e formaggio filante (che può essere tuma, scamorza, provola…). Io ieri non avevo la scarola, pioveva a dirotto e non avevo voglia di uscire e, quindi, ho usato della lattuga che, diciamo, può andare bene lo stesso.
Oltre a quelli quasi tradizionali, ho preparato anche altri due ripieni.
Ecco la ricetta che ho seguito ieri.

Ingredienti per 20 pitoni.
Per la pasta:
500 g di farina 00
500 g di semola di grano duro rimacinata
2 cucchiaini di sale
circa 100 ml di olio d’oliva
circa 350 di acqua

Per il ripieno “quasi” messinese:
lattuga
pomodorini
acciughe sott’olio
provola

Per il ripieno ai funghi:
funghi misti surgelati
prosciutto cotto tagliato un po’ spesso
provola

Per il ripieno al prosciutto:
prosciutto cotto tagliato un po’ spesso
pomodorini
provola

La preparazione della pasta è semplicissima: mescolare le due farine con il sale, fare la fontana, versare al centro l’olio e cominciare a incorporare la farina, aggiungendo l’acqua a poco a poco. Impastare poi con le mani e lavorare finchè non si ottiene un impasto liscio, elastico e non eccessivamente morbido. Far riposare per una mezz’oretta.
Nel frattempo, preparare gli ingredienti per i ripieni: tagliare l’insalata a listarelle sottili, tagliare i pomodorini a fettine e condirli con poco sale, tagliare il prosciutto a pezzetti e la provola a bastoncini e, infine, trifolare i funghi.

Suddividere la pasta in pezzi da circa 100 g ciascuno, stenderli dando una forma pressappoco circolare e  farcirli con il ripieno. Lascio parlare le immagini:

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Quindi, chiuderli sigillando bene i bordi con i rebbi di una forchetta e friggerli in abbondante olio (metà di oliva e metà di semi di arachidi).

Ecco il risultato. Le foto fanno un pò pena, ma si può vedere che i migliori sono venuti quelli “quasi” messinesi, perché la pasta era stesa più sottilmente.

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A presto,

Nata

CONCHIGLIE ARRANGIATE

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Sabato scorso non sapevo cosa cucinare per pranzo, così ho aperto il frigo in attesa di ispirazione. Ho individuato tre ingredienti che bisognava consumare al più presto: dei ceci avanzati dalla preparazione del risotto, mezza zucchina e dei cubetti di pancetta. Quindi, li ho messi insieme e sono venute fuori queste “conchiglie arrangiate” molto saporite.

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Ho fatto soffriggere un po’ di cipolla in olio con i cubetti di cipolla, ho aggiunto la zucchina a fettine e l’ho portata a cottura (bastano pochi minuti). Alla fine, ho aggiunto i ceci lessati, ho regolato di sale, ho pepato e ho fatto insaporire per qualche minuto.
Nel frattempo, ho lessato delle conchiglie rigate in abbondante acqua salata, le ho scolate e condite con il sughetto.

Tutto qua. Veloce veloce come il post di oggi. Alla prossima,
Nata

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Spaghetti salsiccia e funghi

spaghetti salsiccia e funghi (1)

Proviamo una pasta con il condimento pesante, per le serate fredde e noiose…………………………..

Ingredienti:

  • salsiccia (mi raccomando semplice non condita)
  • funghi (un misto va bene)
  • cipolla, sedano, carote
  • sale, peperoncino rosso, olio extravergine d’oliva

Procedimento:

in un largo tegame fate appassire un trito di cipolla sedano e carote; quando pronte aggiungete 2 peperoncini spezzettati e lasciate cuocere per 2-3 minuti. A questo punto aggiungete la salsiccia sgranata e lasciate soffriggere bene a fuoco medio.

Aggiungete dopo circa cinque minuti i funghi puliti e tagliati a listarelle. Continuate la cottura per il tempo necessario (in media 15-20 minuti circa). Alla fine grattuggiate un po di scorza di limone.

spaghetti salsiccia e funghi (4)  spaghetti salsiccia e funghi (5)

Nel mentre si cuoce l’intingolo lessate gli spaghetti in acqua salata, versateli nella pentola, mantecateli e buon appetito……………………………………………………

spaghetti salsiccia e funghi (1)

Peperoni ripieni con polenta concia “di mare”

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Ed oggi un altro esperimento, che a mia moglie è piaciuto………………….

La ricetta ricalca la filosofia del sito unire antico e moderno, calabria e sicilia, nord e sud, mari e monti………………………………….. ed ecco i peperoni ripieni con polenta concia di mare.

Ingredienti

  • polenta (io uso la pronta)
  • viarie di pesce (in questo caso ho usato i preparati per risotto misti pesce e funghi, e cozze sgusciate)
  • capperi
  • aglio, cipolla, pepe nero, sale, olio q.b.
  • broccoli neri
  • un limone

Procedimento:

  • Cuocere la polenta secondo le istruzioni
  • Nel mentre preparare un soffritto con aglio e cipolla; versare il contenuto del preparato per risotti ed i capperi. A fine cottura unire le cozze e lasciatele cuocere per 3-4 minuti, aggiustate di sale e di pepe.
  • Quando la polenta sarà cotta unire questo intingolo insieme al burro e mantecare bene. Lasciare da parte
  • Pulite i peperoni svuotandoli dei semi e fateli appassire nel forno per 15 minuti rigirandoli spesso
  • Lessate i broccoletti in acqua salata, lasciandoli al dente, e fateli raffreddare.
  • Prendete i peperoni, versate del sale all’interno e procedete a riempirli con la polenta concia, rimetteteli in forno con il grill acceso e finite la cottura.
  • Intanto emulsionate il succo di un limone con dell’olio d’oliva.
  • Impiattate ed accompagnate con i broccoli conditi con l’emulsione di olio e limone.

Buon appetito……………..
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LA NOSTRA CHEESECAKE PREFERITA

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Quanto sono buone le cheesecakes; soprattutto mi piacciono quelle con la frutta e senza cottura. Questa ricetta l’ho preparata per la prima volta qualche anno fa e ci è piaciuta subito, soprattutto, con mia grande sorpresa, a mia figlia Chiara: dico con mia grande sorpresa perché, all’epoca, lei non amava tanto i dolci, a volte non voleva neanche assaggiarli. Invece, questo è diventato uno dei suoi dolci preferiti e mi chiede spesso di farlo.
L’ho proposta anche ad una cena tra amici ed è piaciuta così tanto che, da allora in poi, in occasioni del genere, il mio compito è… preparare la cheesecake (ormai non me lo faccio neanche dire)!!!
È un dolce molto semplice, preparato con pochi e semplici ingredienti, molto fresco, quindi perfetto da gustare in estate, ma noi lo gradiamo anche in inverno.
L’ho preparata, come detto prima, varie volte, variando la frutta: quella più gettonata è la variante con le fragole, ma sono buone anche quelle con le pesche, i frutti di bosco e altre senza frutta fresca, con marmellata e con cioccolato.

Andiamo dunque alla ricetta. Spero di non creare confusione, perché ho pensato di descrivere contemporaneamente la ricetta base e le varianti che ho provato finora.
In quella che propongo oggi, la frutta non è presente all’interno, ma solo nel topping, sotto forma di arancia a fette e di gelatina preparata con succo d’arancia fresca. Inoltre ho aggiunto delle gocce di cioccolato fondente sia alla farcia che al topping.

Ingredienti per uno stampo da 20 cm.
Per la base:
250 g di biscotti Digestive*
140 g di burro fuso
50 g di nocciole tostate e macinate (facoltativo)

Per la farcia:
300 g di Philadelphia
80 g di zucchero a velo
250 g di panna montata
il succo di ½ limone
3 fogli di colla di pesce (6 g)

Si possono aggiungere 150-200 g di frutta a scelta (fragole**, pesche, frutti di bosco ecc…)

Per il topping:
circa 200 g di frutta fresca frullata con zucchero (quantità a piacere, in base a quanto lo si vuole dolce)
1 foglio di colla di pesce
oppure
marmellata
oppure (vedi sopra la parte evidenziata in rosso)
200 ml di succo d’arancia fresco
2-3 cucchiai di zucchero a velo
1 foglio di colla di pesce
gocce di cioccolato fondente

*ho provato anche con altri tipi di biscotti, in quella di oggi ho usato dei biscotti al cioccolato, ma i Digestive sono in assoluto quelli che preferisco
**le fragole le faccio macerare con lo zucchero

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Per la base, sbriciolare i biscotti e mescolarli bene con il burro (ed eventualmente con le nocciole). Pressare il composto con il dorso di un cucchiaio sul fondo di una tortiera, preferibilmente a cerchio apribile, foderata con carta forno e far riposare in frigo per circa 30 minuti.

Per la farcia, innanzitutto mettere in ammollo la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Sbattere il Philadelphia con lo zucchero e il succo di limone e unire la panna e infine la colla di pesce, strizzata e sciolta in poco latte. Aggiungere eventualmente la frutta (io ripeto che stavolta non ho messo frutta all’interno), versare tutto sulla base di biscotti e mettere in frigo: io generalmente preparo tutto il giorno prima.

Per il topping, distinguiamo i vari casi:
Se si usa la frutta fresca. In quasi tutte le ricette che ho consultato, la frutta viene frullata e cotta, ma a me sinceramente non piace così, perché ho l’impressione che la frutta, con questo procedimento, perda gusto. Quindi, preferisco frullare la frutta con lo zucchero a velo (la quantità è a piacere, perché dipende da quanto la si vuole dolce, quindi … assaggiate e stabilite voi la dose giusta) e unire la colla di pesce, ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta in poca acqua. Versare poi il tutto sulla cheesecake e rimettere in frigo per almeno 2 ore.
Se si usa la marmellata, basta riscaldarla o frullarla con poca acqua per ammorbidirla, versarla sulla cheesecake e rimettere in frigo per almeno 2 ore.

In entrambi i casi, si può anche decorare con della frutta (la stessa usata eventualmente all’interno)
Per il topping all’arancia, mescolare il succo con lo zucchero (anche in questo caso, la quantità dipende da quanto si vuole addolcire) e unire la colla di pesce, ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta in poco succo. Versare poi il tutto sulla cheesecake, sistemare delle fettine sottili di arancia e rimettere in frigo per almeno 2 ore.

E con questo, per oggi, è tutto. A presto,

Nata

CONIGLIO ALLA MODA DI…PASQUALINA

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…cioè della mia mamma!
Infatti, questo è il modo in cui mia madre cucina più spesso il coniglio, con qualche variante dovuta alle verdure a disposizione, ma la ricetta base è questa: una ricetta appetitosa che rende la carne morbida e gustosa.

Mia madre cucina esclusivamente i conigli che lei stessa alleva (per uso familiare): da noi ci sono sempre stati degli animali. Infatti, vicino casa, possiede un pezzo di terreno dove coltiva verdure, ortaggi e qualche albero da frutto, nonché dei fiori e alleva galline e conigli. Fino a circa un decennio fa, cioè fino a quando eravamo ancora tutti a casa, ne aveva un buon numero tra galline, galli e pollastrelle e varie gabbie con i conigli. Ora, invece, tiene 4-5 galline, esclusivamente per le uova, e anche i conigli sono diminuiti di numero.

Mi ricordo che, quando io ero piccola, aveva anche delle chiocce: noi bambini aspettavamo con ansia il momento in cui si sarebbero schiuse le uova e sarebbero usciti quei batuffoletti morbidi che ci piaceva tenere in mano e accarezzare…

Sempre molti anni fa, mi ricordo anche dei tacchini, insieme alle galline: quando ci capitava di andare con lei per dar loro da mangiare, li tenevamo sempre d’occhio perché avevamo paura che ci saltassero addosso!!!

Fino a quando mia nonna paterna, che abitava con noi, ha potuto occuparsene, avevamo due caprette, una dal pelo di colore rossiccio si chiamava Russedda mentre l’altra che aveva il pelo bianco con grandi macchie marroni si chiamava Castagnola. E mi ricordo che noi tre nipotini accompagnavamo mia nonna che le portava in campagna a farle pascolare e quanto ci divertivavamo a passeggiare all’aria aperta, a raccogliere fiori, a far merenda seduti sull’erba o su una pietra…

Altri tempi…….

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Tornando alla ricetta di oggi, non ho dosi precise dato che metto tutto a occhio e uso le verdure che ho a disposizione, anche se non mancano mai cipolla, carota e patate. Qui riporto gli ingredienti che ho usato io ieri sera.

Ingredienti:
1 coniglio tagliato a pezzi
1 cipolla
1 carota
1 patata grande
1 costa di sedano
3 pomodorini
un pezzo di peperone rosso
salvia
rosmarino
brodo vegetale
½ bicchiere di vino rosso
olio
sale

Per prima cosa, mettere i pezzi di coniglio in una padella antiaderente e rosolarli senza alcun condimento, devono cambiare colore ed eventualmente asciugarsi. Quindi sistemarli in un tegame, condirli con olio e salarli.
Pulire le verdure e tagliare la cipolla a fette non molto sottili, la cipolla a rondelle, il sedano a dadini, il peperone a listarelle e i pomodorini a pezzetti. Mettere dell’olio in una padella, unirvi le verdure preparate, regolare di sale e farle cuocere brevemente (insomma, quanto basta per non aggiungerle crude al coniglio).
Ora, unire le verdure nel tegame con la carne, aggiungere anche le patate tagliare a grossi pezzi e fare insaporire. Sfumare con il vino e far evaporare.
Aggiungere le erbe aromatiche e un paio di mestoli di brodo, una volta raggiunta l’ebollizione, abbassare la fiamma e proseguire la cottura per circa 1 ora e 30 minuti, stando attenti a non fare asciugare troppo la preparazione (se necessario, unire altro brodo).
Servire la preparazione ben calda.

…la scarpetta è d’obbligo!!!

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RISOTTO CON CECI E SALSICCIA

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Due giorni fa ho comprato dei ceci, decisa a cucinarli ieri. Poi, mi sono dimenticata di metterli in ammollo e ho dovuto rimandare. Li ho messi bene in vista, vicino alla cucina, così sarei stata sicura di non dimenticarli di nuovo. E, invece, indovinate….subito dopo cena, dopo aver dato una sistemata, sono uscita dalla cucina e mi sono dedicata a tutt’altro. All’improvviso, verso le undici…un lampo: dovevo mettere i ceci in ammollo!!! Così, oggi, finalmente li ho potuti cucinare. In effetti, non li cucino molto spesso, tante volte proprio per questo motivo!
Generalmente, ne faccio un bel minestrone, a mio marito piacciono con la pasta fresca (tipo maltagliati), ma oggi volevo cucinarli in maniera diversa; sfogliando una vecchia rivista, ho trovato questo risotto con la salsiccia e, quindi, risotto è stato.

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Ingredienti per 2 persone:
160 g di riso
150 g di ceci lessati
100 g di salsiccia
½ cipolla piccola tritata
vino bianco secco
qualche ago di rosmarino
brodo vegetale
olio

Soffriggere la cipolla in poco olio, aggiungere la salsiccia privata del budello e sbriciolata e far rosolare qualche minuto.
Unire il riso, farlo tostare, bagnare con poco vino e farlo evaporare.
A questo punto, unire i ceci e qualche ago di rosmarino tritato, aggiungere anche qualche mestolo di brodo e portare a cottura, unendo altro brodo quando il precedente è stato assorbito.
Fare riposare qualche minuto e impiattare.

Nel complesso, il piatto era buono, ma, se mai dovessi rifarlo, eliminerei il rosmarino, per il semplice fatto che il gusto viene coperto dai semi di finocchio presenti nella salsiccia oppure potrei prepararmi io la salsiccia omettendo il finocchio.

Per oggi è tutto. A presto,
Nata
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TORTA D’INVERNO

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Buongiorno a tutti!
Oggi vi propongo una torta, non solo invernale a dire il vero, adatta soprattutto per chi ama il limone e il suo gusto un po’ aspro. Infatti, la torta è farcita con una crema non troppo dolce, molto “limonosa”, che viene però addolcita da uno strato di panna montata steso sopra la crema stessa.
Era da vari anni che non la preparavo; la settimana scorsa, spulciando tra le ricette fatte negli anni passati, mi sono ricordata che era veramente buona e, quindi, l’ho voluta riproporre.

All’epoca, la ricetta l’ho trovata in un piccolo opuscolo della Cameo riportante alcune ricette di dolci che avevano come protagonista il Dolceneve; in passato l’ho usato spesso, poi non l’ho più comprato e, questa volta, ho usato della panna montata.

Ricordo che, una volta, questa torta l’ho preparata per una cena tra amici e a tanti è sembrato strano l’accostamento di una crema al limone con la panna montata! Invece, poi, assaggiandola, si sono decisamente ricreduti, perché il gusto è decisamente gradevole! Qualcuno mi ha anche chiesto la ricetta della crema!

Rispetto alla ricetta originale, che è ottima, ho dovuto fare qualche modifica per la mancanza di alcuni ingredienti. Esattamente:

1) non avevo le mandorle, ma mi ritrovavo in casa degli amarettini secchi e ho usato quelli

2) non mi ritrovavo dei mandarini e, non avendo tempo per andare a raccoglierli in campagna, ho usato uno sciroppo di acqua e zucchero.

La torta è venuta buona lo stesso, anche se bagnata con il succo dei mandarini lo è di più.
Ah, la torta è buona anche senza farcitura.
Procediamo quindi con la ricetta.

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Ingredienti per una teglia da 24 cm. Per l’impasto:
150 g burro liquefatto e freddo
150 g di zucchero
3 uova
75 g di farina di mandorle (io amaretti secchi sbriciolati)
150 g di farina 00
3 cucchiai di latte
½ bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Per la farcitura e la decorazione:
succo e scorza grattugiata di 3 limoni
350 ml di acqua
150 g di zucchero
50 g di amido di mais
10 g di burro

succo di mandarini

100 g di Dolceneve +300 ml di latte freddo (io 300 ml di panna da montare)

Preparare la base: mescolare uova, burro, zucchero e sale, unire a cucchiate le due farine, precedentemente mescolate con il lievito, alternando l’aggiunta del latte. Versare l’impasto nello stampo rivestito con carta forno (io uso gli stampi a cerchio apribile, rivesto il fondo con la carta e imburro i lati). Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 30-35 minuti (regolarsi in base al proprio forno). Sfornare e fare raffreddare.

Preparare la crema: mescolare succo e scorza dei limoni con l’acqua. in un pentolino mettere zucchero e amido, aggiungere un po’ del liquido preparato e mescolare in modo da ottenere una crema liscia e senza grumi. Versare il restante liquido, unire il burro e fare addensare a fuoco basso, mescolando in continuazione. Fare intiepidire.
Montare la panna (o il Dolceneve come indicato sulla confezione) zuccherandola.

Comporre la torta: tagliare la torta a metà, bagnare lo strato inferiore con un po’ del succo di mandarini, versare la crema al limone ancora tiepida, livellarla e farla raffreddare completamente. Spalmarvi sopra 1/3 della panna e livellare. Coprire con il secondo strato, bagnare con altro succo e procedere alla decorazione. La mia è molto semplice.

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E non può mancare la foto dell’interno:

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In definitiva, ripeto, nonostante il nome, è una torta che in realtà può essere preparata tutto l’anno, semplicemente sostituendo il suco di mandarini con un’altra bagna. A presto,
Nata