I MIEI PRIMI ARANCINI

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Eccomi qua con una delle specialità della gastronomia siciliana. Era in assoluto la prima volta che li preparavo e devo dire che il risultato è stato più che soddisfacente.

Pensando agli arancini, mi viene subito in mente il commissario Montalbano, non so se avete letto i libri di Camilleri o visto i film trasmessi dalla Rai con il bravissimo Luca Zingaretti (io entrambe le cose e anche più di una volta): uno dei racconti si intitola proprio “Gli arancini di Montalbano”: il commissario rinuncia a un viaggio con la fidanzata pur di passare la notte di Capodanno dalla sua cameriera Adelina a gustare i suoi deliziosi arancini.
Questo la dice lunga sulla bontà di questo piatto.

Mentre cercavo qualche informazione in più su questa pietanza, ho appreso anche qualche notizia che non conoscevo:

“come specialità della cucina siciliana, è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF) con il nome di “arancini di riso”.
Si tratta di una palla o di un cono di riso impanato e fritto, del diametro di 8-10 cm, farcito generalmente con ragù, piselli e caciocavallo, oppure dadini di prosciutto cotto e mozzarella. Il nome deriva dalla forma originale e dal colore dorato tipico, che ricordano un’arancia, ma va detto che nella Sicilia orientale gli arancini hanno più spesso una forma conica.
Nella parte occidentale dell’isola questa specialità è conosciuta come “arancina”, mentre nella parte orientale è chiamata “arancino”. Secondo lo scrittore Gaetano Basile la pietanza dovrebbe essere indicata al femminile, in quanto il nome deriverebbe dal frutto dell’arancio, l’arancia appunto, che in lingua italiana è al femminile. Tuttavia in siciliano la declinazione al femminile dei frutti non è frequente quanto in italiano, e nel caso specifico l’arancia viene detta arànciu. Pertanto in siciliano il nome di questa pietanza è originariamente al maschile (arancinu).
Quasi tutte le grandi città siciliane ne rivendicano la paternità. In particolare nel comprensorio catanese si sostiene che la forma a cono si debba ad una ispirazione data dall’Etna: infatti tagliandone la punta esce dall’arancino il vapore che ricorderebbe il fumo del vulcano, mentre la superficie croccante della panatura e il rosso del contenuto ne rievocherebbero la lava nei suoi due stadi, calda e fredda. Sempre nel catanese, la forma a palla del prodotto ha generato un accostamento con le persone corpulente, definite con tono di scherno arancinu che’ peri (arancino con i piedi, ossia arancino che cammina), per indicare una persona particolarmente rotonda
Fonte: Wikipedia

In definitiva, da noi, nel messinese l’arancino è maschio ed è di forma conica.

Come accade per i piatti tradizionali, ci sono delle varianti nella preparazione: per quanto mi riguarda, ho seguito i consigli di mia madre e di una mia amica, entrambe preparano arancini molto buoni!!!

Ecco alcuni consigli:

Sia il riso che il ragù è bene prepararli in anticipo, l’ideale è il giorno prima, in modo che siano ben freddi al momento della composizione degli arancini (il riso deve essere duro e appiccicoso). Io ho fatto così e mi sono trovata benissimo. Inoltre, essendo la preparazione abbastanza lunga, ci si può organizzare meglio.
• Per quanto riguarda il riso, chiaramente è importante scegliere quello giusto: il più indicato è il riso originario.
• Per quanto riguarda il ragù, ognuno può seguire la propria ricetta, l’importante è che sia piuttosto asciutto.

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Con le dosi riportate, ho ottenuto 40 arancini non molto grandi.

Per il riso:
1 Kg di riso originario
circa 2,5 l di brodo vegetale
½ cipolla tritata
50 g di burro
50 g di grana grattugiato
2 bustine di zafferano
sale
olio

Per il ripieno.
Per il ragù (io lo faccio a occhio, qui riporto delle dosi approssimative):
300 g di macinato misto di vitello e maiale
½ cipolla tritata
1 carota grattugiata
1 gambo di sedano tritato
1 spicchio d’aglio tritato
circa 200 g di passata di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua
½ bicchiere di vino bianco
sale
olio
circa 200 g di piselli
Inoltre:
prosciutto cotto a cubetti
formaggio filante a cubetti (io ho usato il galbanino)

Per la lega (ve ne avanzerà, ma è bene prepararne in abbondanza per poter immergere bene l’arancino):
800 ml di acqua
circa 400 g di farina
una manciata di sale

Per l’impanatura:
abbondante pangrattato

Per friggere:
abbondante olio di semi (io uso quello di arachidi)

Per il riso: sciogliere lo zafferano nel brodo caldo e regolare di sale. Fare appassire la cipolla in olio, unire il riso e farlo tostare. Versare quasi tutto il brodo e portare a cottura: spegnere quando il riso è al dente e asciutto (se necessario aggiungere altro brodo, poco alla volta). Mantecare con il burro e il grana e versare il riso in un contenitore basso e largo (io ho usato una teglia rettangolare) e, una volta freddo, metterlo in frigo.

Per il ragù: soffriggere in olio la cipolla, la carota, il sedano e l’aglio, aggiungere il macinato, farlo rosolare sgranandolo bene, sfumare con il vino, versare la passata e il concentrato di pomodoro, salare e far cuocere a fuoco basso fino a quando sarà ben asciutto (io ho impiegato circa 1 ora e 30 minuti). Intanto, rosolare un po’ di cipolla in olio, unire i piselli e poca acqua, salare e portare a cottura, senza farli disfare. Unirli al ragù e far raffreddare il tutto.

Al momento di assemblare gli arancini, preparare innanzitutto la lega, cioè una pastella che serve a sigillare l’arancino: basta mescolare farina, acqua e sale amalgamando bene con una frusta. Le dosi che vi ho dato sono indicative: bisogna regolarsi in modo da avere una pastella densa.

Per comporre gli arancini, è bene disporre sul piano di lavoro tutto il necessario:
• il riso
• il ragù
• i cubetti di prosciutto e formaggio
• la lega
• il pangrattato
• un contenitore con dell’acqua per bagnarsi le mani durante la fase di riempimento, tra un arancino e l’altro (in modo che il riso non si appiccichi alle mani stesse)
• vassoi (ne servono più di uno) per sistemare gli arancini nelle varie fasi della preparazione.

Bagnarsi le mani, prendere una cucchiaiata abbondante di riso e metterla nel palmo della mano: per la quantità, vi regolerete man mano che li fate! Con le dita dell’altra mano, fare un buco al centro e creare un cavità spingendo il riso verso l’esterno.
Quindi, mettere un cucchiaino abbondante di ragù e dei cubetti di prosciutto e di formaggio: bisogna regolarsi a occhio, il ripieno non deve essere né troppo poco (altrimenti l’arancino sa soprattutto di riso) né assai (altrimenti si rischia di non poter chiudere bene l’arancino): anche in questo caso, ci si regola man mano che si preparano.
Ora bisogna richiudere il riso attorno al ripieno e dare la forma conica. Poi, bisogna compattarlo bene, girando l’arancino tra le mani. Io, inizialmente, pensando di non riuscirci, li ho fatti rotondi, poi invece ho scoperto che dare la forma conica in realtà non è così difficile. Infatti, nelle foto si vedono entrambe le forme.
A questo punto avremo tutti gli arancini formati e sistemati sui vassoi:
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Ora bisogna passare alle fasi di lega e panatura: su consiglio della mia amica, ho separato le due fasi procedendo per un tot di arancini alla volta, cioè uno alla volta ho immerso 5 arancini nella pastella in modo che ne fossero ricoperti bene e li ho appoggiati sul vassoio: in questo modo, la pastella può sgocciolare un po’, eliminando quella in eccesso, ma non ha il tempo di asciugarsi del tutto.
Poi, sempre uno alla volta, ho passato gli arancini nel pangrattato, pressando bene con le mani in modo che si saldasse bene alla lega.
Sistemati questi 5 arancini sul vassoio, procedere con altri 5 fino a completarli tutti.

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Infine procedere alla cottura: friggere gli arancini in olio profondo, pochi alla volta, fino a quando saranno ben dorati. Io non ho la friggitrice, quindi ho usato una pentola profonda.
Gustarli caldi.
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Avendone preparati in abbondanza, in parte li ho congelati, chiaramente non fritti. Quando si vogliono consumare, bisogna farli scongelare, meglio se in frigo, ricompattarli se necessario e friggerli. La mia amica mi ha detto che, se lo si ritiene opportuno, si possono nuovamente passare nella lega e nel pangrattato. Io non l’ho fatto e non ho avuto problemi.
Si mantengono molto bene.

Mi sembra di essere stata, come al solito lunga ma abbastanza chiara. Per ora vi saluto,
Nata

LIEBSTER AWARD!

Pubblicazione1

Oggi doppio post perché ho avuto (anzi abbiamo avuto, visto che in quest’avventura non sono da sola, ma condivido il blog insieme a mio cognato, Docsurgery) l’onore di essere nominata per il Liebster Award. A dire la verità ci sono state due nomine, ma della prima non mi sono accorta subito e me ne scuso ancora (ho letto il post ma, arrivata ai blog nominati ho dato un’occhiata rapida, forse perché non pensavo di poter essere nominata!).
È un modo per conoscerci un po’ meglio e, quindi, partecipo con piacere. Spero di fare le cose bene, essendo per me la prima volta. Chiaramente risponderò per quello che riguarda me.
Quindi ringrazio, per avermi nominata, ideepensharing e vdrhomedesign che mi hanno nominato!!

Le regole per questo Liebster Award sono:
o Ringraziare il blog che ti ha nominato.
o Rispondere alle 10 domande.
o Nominare altri 10 blog con meno di 200 follower.
o Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Perché hai aperto un blog?
L’idea è stata di mio cognato (anche se un pensierino ce l’avevo fatto pure io da un po’ di tempo). Per quel che mi riguarda, personalmente avevo anche voglia di fare un’esperienza nuova e di condividere non solo ricette, ma anche pensieri, emozioni, momenti della vita quotidiana…Beh, dai…voglio anche farvi vedere le torte che preparo!!!

Ci parli un po’ delle tue passioni?
Oltre chiaramente alla passione per la cucina, in generale, e per la pasticceria, in particolare, ho anche altri passatempi che mi appassionano: l’uncinetto (l’ho imparato da piccolina da mia nonna), il punto croce (mi piace soprattutto fare dei quadri, ne ho molti appesi in cucina), la maglia (che però ultimamente ho un po’ abbandonato). Sono un’appassionata di giochi enigmistici (La settimana Enigmistica è in assoluto la mia preferita). Mi piace anche il giardinaggio, anche se il mio pollice è di un verde un po’ sbiadito, leggere (ho sempre un libro sul comodino) e mi piacciono le serie “crime” stile CSI per intenderci, anzi mi piacerebbe guardarle visto che di giorno ho poco tempo e di sera non me lo permettono!

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?
Penso che siano fondamentali, perché ti fanno capire che c’è qualcuno a cui interessa ciò che scrivi, danno modo di scambiarsi idee, confrontarsi, dare/avere dei suggerimenti, ti spingono a fare sempre meglio…insomma rendono vivo il blog che, altrimenti, sarebbe semplicemente un diario o, nel mio caso, un ricettario.

Di cosa parli nel blog?
Come di deduce anche dal nome del blog, qui si parla di cucina. Docsurgery si dedica esclusivamente al salato e, in questo, è il creativo e lo sperimentatore. Io, Natadolce, mi dedico soprattutto ai dolci.

Hai creato un rapporto di amicizia con altri blogger? Vi siete mai conosciuti personalmente?
Non ho conosciuto nessuno di persona, ma virtualmente sto conoscendo vari blogger, certo non si può parlare di amicizia, diciamo che con alcuni “parlo”e mi confronto più spesso che con altri.

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?
Più che immaginarlo, spero innanzitutto che ci sia ancora e che possa crescere e migliorare. Le idee in proposito ci sono, dobbiamo studiare il modo per realizzarle.

La cosa che sai fare meglio?
Mi imbarazza un po’ rispondere a questa domanda perché chi mi conosce più da vicino sa quanto io sia autocritica, non sono mai pienamente soddisfatta di quello che faccio, trovo sempre qualcosa che secondo me andrebbe migliorata. Diciamo che mi riesce meglio fare torte.

Quanto tempo dedichi al tuo blog?
Quando devo scrivere un articolo, il tempo può variare, in base all’argomento, mediamente tra scriverlo, caricare le foto e pubblicare si va dai 20 minuti a 1 ora. Oltre a questo, leggo gli eventuali commenti e rispondo, ma lo faccio quando ho un po’ di tempo libero.

Come nascono i tuoi post?
Finora, ho pubblicato soprattutto articoli riguardanti dolci e piatti preparati in passato, intervallati da qualche ricetta nuova. Cerco di farmi una scaletta settimanale, scegliendo delle ricette da rifare per proporle nel blog e altri argomenti che vorrei trattare, ma puntualmente non la rispetto fino in fondo.
Nei miei post, mi piace non solo presentare una ricetta, ma raccontarvi qualcosa di me, della mia famiglia, della mia vita quotidiana, del posto in cui vivo, dei miei ricordi…

Un saluto a chi legge?
Un Ciao grande a tutti quelli che sono passati, passano e passeranno di qua…

 

Ed ecco qui i 10 blog che nomino:

 

fiocchidiburro
marino&cucino
immacucina
sardeefinocchietto
lemanidicice
unatavolapertutti
taninainthewok
lacucinadellemeraviglie
ricreAnna
friedpoppy

 

E con questo è tutto,
Nata

12-03 2015: devo aggiornare il post perchè ho avuto un’altra nomination e per questo, ringrazio il salvadanaio di supermamma che mi ha nominato, andate a curiosare nel suo blog, troverete tanti consigli per risparmiare.

Approfitto di questa terza nomina per nominare a mia volta altri 10 blog:

 

FESTA PER I 3 ANNI DI SEBASTIANO: RUSTICI CON PASTA DA ROSTICCERIA SICILIANA

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Come accennavo nel post precedente, per il 3° compleanno di Sebastiano ho preparato un piccolo buffet, che comprendeva:

focaccia “tradizionale” (scarola e acciughe):

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rustici preparati con pasta da rosticceria siciliana:
i calzoni con prosciutto e formaggio:

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e i rollò con i wurstel:

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E, per finire, gli arancini:

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Oggi vi voglio lasciare la ricetta dei rustici con pasta da rosticceria siciliana. Li faccio ormai da un po’ di anni (la ricetta l’ho trovata su Cookaround) e sono una garanzia di successo (qualcuno mi ha anche chiesto se fossero stati comprati): vi assicuro che sono buonissimi!
Si tratta in sostanza di una pasta brioche con cui si possono preparare vari tipi di rustici. In questo caso ho preparato solo i rollò con i wurstel e i calzoni con prosciutto e formaggio, entrambi in versione mignon. Innanzitutto, vediamo la ricetta base. Lo strutto conferisce morbidezza alla pasta, chi lo volesse potrebbe sostituirlo con burro che invece rende la pasta più croccante (io, personalmente, preferisco di gran lunga lo strutto). Con questa dose ho ottenuto 25 pezzi mignon.

Per l’impasto:
1 Kg di farina 00
20 g di sale
100 g di strutto
100 g di zucchero
25 g di lievito di birra
circa 500 g di acqua tiepida
uovo per spennellare
semi di sesamo (facoltativi)

L’impastatrice sicuramente agevola il lavoro, ma si può fare benissimo anche senza (come faccio io). Strofinare con le mani (o nell’impastatrice) lo strutto con la farina e il sale in modo che la farina assorba lo strutto e gli ingredienti siamo perfettamente amalgamati. Fare la fontana e, al centro, mettere lo zucchero, un po’ dell’acqua e il lievito, farlo sciogliere, unire la restante acqua e impastare per circa 10-15 minuti, lavorando bene l’impasto con le mani. Si deve ottenere un impasto liscio e omogeneo, che non si attacchi più alle mani.
A questo punto bisogna suddividere l’impasto in tante palline del peso di circa 40-50 g se si vogliono preparare i rustici in formato mignon, di circa 100 g per i pezzi più grandi; è meglio pesarli, in questo caso, dato che non ho più la bilancia digitale, ho fatto ad occhio.

Per i rollò con i wurstel:
bisogna formare un cordoncino con la pasta e avvolgerlo semplicemente intorno al wurstel che io preferisco tagliare a metà per il lungo.

Per i calzoni con prosciutto e formaggio:
innanzitutto avvolgere un bastoncino di provola (io uso il galbanino) in mezza fetta di prosciutto.
Stendere la pallina, mettervi sopra il ripieno e richiudere la pasta intorno ad esso sigillando bene e dando una forma allungata, come si può vedere nella foto.

Una volta preparati i rustici, sistemarli in teglie o sulla placca del forno ricoperte con carta forno e far lievitare per circa 4 ore (al solito il volume deve raddoppiare).
Spennellare i rustici con uovo sbattuto (si può usare anche il latte, ma con l’uovo sono più gustosi), cospargere a piacere con i semi di sesamo (io l’ho fatto solo con alcuni, perché ai miei figli i “semetti”, come dicono loro, non piacciono) e cuocere in forno caldo a 200°C per circa 10-15 minuti, finchè sono dorati (ognuno si regoli poi in base al proprio forno).
Per oggi è tutto. Alla prossima, con gli arancini,
Nata

TORTA SAETTA MCQUEEN

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Salve a tutti.
Oggi si ritorna al dolce con la torta che ho preparato per il 3° compleanno di mio figlio, Sebastiano, il 18 ottobre 2014.

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Quando Sebastiano ha cominciato a interessarsi alla televisione, il primo programma ad attirarlo è stato…Pippi Calzelunghe, c’era un canale dove lo trasmettevano in continuazione per intere mattinate e, siccome la cercava anche in altri orari, abbiamo dovuto registrarlo!!! Alla fine, non la potevo più vedere né sentire neanche nominare!!! Poi, crescendo, l’ha abbandonata e, tra tutti, si è appassionato a Cars, soprattutto a Saetta McQueen, per cui non potevo non fargli una torta con il suo soggetto preferito.

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Ecco la scheda della torta:

BASE                   PdS
BAGNA                al rum
FARCITURA         crema simil Rocher
STUCCATURA     panna
DECORAZIONE   pdz

E qui dove potete trovare le ricette: https://leduecucine.com/2014/11/07/torta-rosa-con-crema-chantilly-alle-mandorle/ per il pan di Spagna (sostituendo l’aroma mandorle con i semi di ½ bacca di vaniglia) e (https://leduecucine.com/2014/11/24/torta-winnie-the-pooh-per-sebastiano/) per la crema simil rocher.

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E ora vi lascio altre foto (ne ho fatte parecchie, non sapevo quali scegliere e le ho messe tutte).
Qui sotto Saetta in fase di lavorazione. Per modellarlo ho seguito dei tutorials visti sul web e un’immagine stampata su…un ombrello:

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Qui i cactus, le pietre e la sabbia del deserto (fatta con zucchero di canna):

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Qui Saetta McQueen visto più da vicino:

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E non poteva mancare la foto del festeggiato, contentissimo mentre soffia le candeline:

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E, per finire, la foto, ahimè sfocata, della fetta:

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Nel prossimo articolo vi farò vedere cos’altro ho preparato per la festicciola.

Ho preparato anche un’altra torta (anzi erano due, uguali, di cui una decorata con una cialda), molto semplice, per festeggiare il compleanno all’asilo.
Si trattava di una torta paradiso con gocce di cioccolato e farcita con uno strato di nutella.
La cialda, sempre a tema Cars, l’ho spalmata di nutella e poggiata sulla torta; il bordino e la pseudo decorazione sono fatti sempre con nutella.
Non ne è rimasta neanche una fettina!!!

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Ed eccolo qui, con la coroncina che le maestre preparano per il festeggiato/la festeggiata di turno:

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Per oggi è tutto. A presto,
Nata

LASAGNE CON CREMA DI BROCCOLI

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Buongiorno a tutti!
Oggi, venerdì di Quaresima, vi suggerisco una semplice ricetta con le verdure. Con pochi e semplici ingredienti potrete ottenere un piatto ricco di gusto! Io non avevo tempo di fare la sfoglia e ho usato le lasagne secche.

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Ingredienti per 2 porzioni abbondanti:
8 sfoglie di lasagne
circa 400 g di broccoli (pesati già puliti)
1 cipolla grande
½ confezione di panna da cucina
20-30 g di pinoli
circa 1 mestolo di brodo vegetale
qualche cucchiaio di grana grattugiato
poco burro
prezzemolo
olio
sale
pepe nero

Lessate i broccoli in acqua salata, scolateli meglio possibile, schiacciateli, mettete ola pure in una padella, unite la panna e poco burro e fate restringere un poco sul fuoco: si dovrà ottenere una crema morbida, non asciutta. Regolare di sale se necessario e unire il prezzemolo tritato. Tenere da parte.
Affettare grossolanamente la cipolla, farla appassire in olio, unire il brodo, regolare di sale e cuocere per circa 10-15 minuti, devono diventare morbide ma non disfarsi.
Tostare i pinoli e aggiungerli alle cipolle-
Scaldare il forno a 180°C.
Ungere leggermente una pirofila, fare uno strato di lasagne, versare metà condimento alle cipolle, mettere altre lasagne e metà crema di broccoli, ripetere gli strati, terminando quindi con la crema di broccoli. Spolverizzare con poco grana grattugiato e cuocere in forno già caldo per circa 25-30 minuti.

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Buon appetito,
Nata

CRÊPES CON POLLO ALLA PAPRICA: CRONACA DI UN POMERIGGIO FRENETICO

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Oggi ritorno con il salato, con una ricetta che ho preparato martedì sera per cena.

Era da parecchio tempo che non preparavo le crêpes che, tra l’altro, mi piacciono tantissimo soprattutto nella versione salata, un po’ meno devo dire in quella dolce (se facciamo eccezione per le crêpes con la nutella!).
Dopo aver rimandato varie volte, martedì decido che le devo preparare assolutamente. Ma… non bisogna mai fare i conti senza l’oste…ormai dovrei averlo imparato!!! E vi spiego.

Ogni martedì, mia figlia Chiara deve andare dal dentista (porta un apparecchietto e ogni settimana si deve regolare) e io pensavo che l’avrebbe accompagnata mio marito, ma lui mi telefona e mi dice che non può. Montiamo in macchina e, alle 16:45 siamo dal dentista (che si trova in un paese vicino). Per fortuna, non dobbiamo aspettare e, pochi minuti dopo, siamo di nuovo in macchina, dirette verso casa, dobbiamo solo fare una brevissima sosta al supermercato.
La pastella l’avevo preparata poco prima di andare a prendere i bambini a scuola, alle 16:00: penso “vabbè riposerà un po’ di tempo in più”. Torniamo a casa verso le 17:30 e subito mi metto a cuocere le crêpes: ora, ogni volta che preparo questo piatto, ne faccio in abbondanza, in modo che possano bastare per due volte…insomma dovevo cuocere una trentina di crêpes e preparare anche il ripieno.

Verso le 18:00, entra Chiara in cucina e mi dice che deve studiare la geografia per l’indomani, guardiamo il diario e sono 3 paginette. Apro una parentesi: mia figlia è bravissima a scuola, in classe è del tutto indipendente, ma, quando deve fare i compiti…devo stare vicino a lei, anche se effettivamente lei non ne avrebbe bisogno. Quando poi, deve studiare e ripetere, qualunque materia sia, la dobbiamo studiare insieme: lei legge, io la ripeto la prima volta e poi la ripete lei. Sono sicurissima che riuscirebbe a studiare anche da sola…ma ha bisogno della mia presenza e cerco di accontentarla.
Quindi, immaginate la scena: mentre maneggio mestoli e padellino, tra una crepe e l’altra, butto l’occhio al libro…verso la pastella…altra occhiata al libro…giro la crêpe…finisco di ripetere…verso altra pastella…controllo sul libro che Chiara ripeta correttamente…giro la crêpe…distolgo mio figlio dall’idea di voler cucinare insieme a me…insomma, alla fine, verso le 19:00, le crêpes sono tutte impilate nel piatto e abbiamo imparato “i fiumi, i mari italiani e le coste”!!!

In mezzo a tutto questo versare, guardare, girare ecc.. mi telefona mio marito:
-Vedi che io sono andato allo studio (di architettura), mentre voi eravate dal dentista. Sono senza macchina, vieni a prendermi!
-Non c’è nessuno che ti possa dare un passaggio?
-No.
-Vabbè, mi organizzo e vengo a prenderti io!

Devo ancora preparare il ripieno!!! Ora, quando preparo le crêpes, mi piace riempirle almeno in due modi diversi: avevo quindi scelto questi due ripieni, uno già sperimentato in passato e uno nuovo. Non ho tempo di prepararli entrambi e scelgo di fare quello nuovo, per fortuna è abbastanza veloce, per cui, alle 19:45 sono di nuovo in macchina: nel frattempo, si è messo a piovere e mi ritrovo a guidare nelle condizioni che detesto di più, al buio e con la pioggia!!!

Arriviamo a casa verso le 20:30, accendo il forno, riempio le crêpes con il pollo, altre le farciamo con crescenza e pomodoro, le bambine se le farciscono a loro piacimento e, finalmente, alle 21:00 si sediamo a tavola a cenare!!!

Mi crederete se vi dico che, alla fine di tutto questo, mi sentivo uno straccio!!!

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Dopo avervi annoiato (ma spero proprio di no!) con questo racconto, passiamo velocemente alla ricetta che ho trovato in un libriccino che ho visto per caso tempo fa al supermercato (vicino all’ingresso c’è un contenitore con libri, giornaletti, romanzi in edizione tascabile e cose simili. Quando ho tempo, mi metto a cercare e spesso trovo qualcosa di interessante). La ricetta era intitolata “Crespelle all’ungherese”, io non l’ho seguita proprio alla lettera e l’ho ribattezzata “Crêpes con pollo alla paprica”. La ricetta base delle crêpes è quella che uso sempre.

Ingredienti per circa 12 crepes.
Per le crêpes (io ho fatto 2 volte e ½ questa dose):
120 g di farina
250 ml di latte
2 uova
un pizzico di sale
Per il ripieno:
1 petto di pollo (il mio era affettato)
½ cipolla
½ cucchiaino di paprica (la mia era forte)
1 cucchiaio scarso di polpa di pomodoro
circa 125 ml di panna (nel libro era panna acida, io ho usato la normale panna da cucina)
olio (nel libro era strutto, ma io preferisco di gran lunga l’olio d’oliva)
sale

La pastella io la faccio riposare per circa 1 ora, quindi bisogna prepararla per tempo.
Amalgamare la farina con il latte, versandolo piano piano per non formare grumi. Unire il sale e le uova, mescolando bene per ottenere un composto ben amalgamato. Coprire il recipiente con pellicola trasparente e far riposare per circa 1 ora (o almeno per 30 minuti).
Scaldare nel padellino apposito pochissimo burro, versare un mestolino di pastella, distribuirla uniformemente e, dopo qualche minuto, girarla per farla cuocere anche dall’altro lato. Proseguire così fino ad esaurimento della pastella.

Per il ripieno, soffriggere in olio la cipolla tritata, aggiungete la polpa di pomodoro e la paprica, fare insaporire, unire il petto di pollo e farlo rosolare a fuoco basso per circa 15 minuti o finchè risulti ben tenero (il mio era affettato, quindi la cottura è stata più rapida), unendo, se necessario, un goccio d’acqua. A questo punto, togliere la carne padella, tritarla il più possibile, rimetterla nella padella, unire la panna, regolare di sale e proseguire la cottura per altri 5 minuti.

Riempire le crêpes con il composto, sistemarle in una pirofila leggermente imburrata, mettere sopra qualche fiocchetto di burro e mettere nel forno caldo, ventilato, per 5 minuti, giusto il tempo che si scaldino.

Nonostante siano state fatte di fretta, erano veramente molto buone, da riproporre.
Le altre le abbiamo mangiate fredde.
A presto,

Nata

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TORTE CON ROSE DI PANNA

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Salve a tutti!
Sto per finire con le torte preparate in passato, oltre a queste mi resta solo quella che ho preparato per i tre anni del mio ometto.
Entrambe le torte risalgono allo scorso mese di ottobre.

La prima l’ho preparata per il compleanno di mia suocera, il 09-10-2014 e ho voluto provare questa decorazione con rose di panna fatte con la sac a poche. Purtroppo, mio figlio stava già “attaccando” la torta prima che potessi fare la foto (a destra si vede il “danno” fatto).
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Ecco la scheda della torta:
BASE                   PdS
BAGNA                al rum
FARCITURA         crema al mascarpone e cioccolato bianco
DECORAZIONE   panna

Come al solito, non essendoci ricette nuove, vi rimando ai post precedenti: https://leduecucine.com/2014/11/07/torta-rosa-con-crema-chantilly-alle-mandorle/ per il pan di Spagna (sostituendo l’aroma mandorle con semi raschiati da mezza bacca di vaniglia) e https://leduecucine.com/2014/11/30/torta-frozen-per-chiara/ per la crema al mascarpone e cioccolato bianco.

 

Con lo stesso tipo di decorazione, pochi giorni dopo, ho realizzato quest’altra torta per il 90° compleanno di una signora (il catechista di mia figlia Chiara periodicamente porta i bambini a visitare delle persone anziane e, in occasione di questo compleanno, mi ha chiesto di preparare un dolce).
Ho riproposto la stessa decorazione (che mi sembra sia venuta meglio della prima) e ho aggiunto dei confettini colorati rosa che danno un tocco di colore in più.

Per questa torta, la scheda è la seguente:
BASE                    biondina
BAGNA                 latte zuccherato
FARCITURA          crema pasticcera e nutella
DECORAZIONE    panna

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Le ricette le potete trovare qui: https://leduecucine.com/2014/11/24/torta-winnie-the-pooh-per-sebastiano/ per la torta biondina e https://leduecucine.com/2014/12/13/torta-barbie/ per la crema pasticcera alla nutella.

Per quanto riguarda la decorazione, è abbastanza semplice, anche se mi sono resa conto (chiaramente dopo aver fatto la seconda torta) che avrei dovuto usare un altro beccuccio. Mi spiego meglio: io ho usato il beccuccio a stella aperta che c’è a sinistra nella foto e ho ottenuto delle rose, come si può vedere dalla foto della torta, un po’ appiattite. Invece, usando un beccuccio a stella chiusa, tipo quello a destra nella foto (anche leggermente meno chiuso), avrei ottenuto delle rose più in rilievo. Infatti, dato che mi era venuto questo dubbio e mi era rimasta un po’ di panna, ho provato a farle con il secondo beccuccio ed erano effettivamente molto più belle (stupidamente non le ho fotografate!).

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La panna, ovviamente deve essere ben montata. In pratica, bisogna rivestire la torta con la panna, non è necessario lisciarla alla perfezione perché verrà nascosta dalle rose.
Per fare la rosa, bisogna partire dal centro e proseguire con movimento rotatorio, fermandosi quando la rosa ha raggiunto la grandezza desiderata.
Proseguire riempiendo tutta la superficie e colmare gli spazietti tra una rosa e l’altra con ciuffetti di panna.

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A presto,
Nata

TORTA DI MELE CON UVETTA E RUM

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Buon giorno a tutti!
Oggi vi propongo una torta di mele che ho voluto provare ieri, in una versione senza burro. Di ricette di torte di mele ne ho provate varie (e ho in mente di provarne altre), anche se finora la mia preferita resta sempre una (posterò pure quella). Devo dire, però, che anche questa versione mi piace abbastanza.
Questa ricetta l’ho trovata su una rivista di qualche anno fa e ho fatto qualche lieve modifica e, cioè, ho eliminato il cioccolato (dato che non mi piace l’accostamento mele-cioccolato che ho già sperimentato) e ho aggiunto l’uvetta che, invece, mi piace abbinata alle mele. L’ingrediente poi, che per me, non deve mancare in una torta di mele è la cannella che esalta il sapore e il profumo di questo frutto.
Detto questo, passiamo alla ricetta.

Ingredienti per una tortiera di 22-24 cm:

500 g di mele
3 uova
150 g di zucchero
200 g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
100 ml di latte
50 ml di rum*
circa 50 g di uvetta
un pizzico di sale
cannella

*si può anche usare una fialetta, aumentando però la quantità di latte.

Accendere il forno a 180°C.
Ammollare l’uvetta in acqua tiepida.
Sbucciare le mele: io ne ho tagliata una pezzettoni e le altre a fette non troppo sottili.
Mescolare le uova con lo zucchero e il pizzico di sale.
Unire il latte e il rum e, poi, a cucchiaiate, la farina mescolata con il lievito e amalgamare bene.
Aggiungere la mela tagliata a pezzi e quasi tutta l’uvetta strizzata e amalgamarle al composto.
Versare l’impasto nello stampo rivestito con carta forno (io uso gli stampi a cerchio apribile, rivesto il fondo con la carta e imburro i lati), sistemare sulla superficie le mele affettate, facendole affondare un po’ nell’impasto, aggiungere la restante uvetta e spolverizzare la superficie con la cannella e con poco zucchero. Cuocere in forno per circa 40 minuti (regolarsi in base al proprio forno). Fare raffreddare e togliere dallo stampo.

P.s. assicuratevi che non ci sia in giro vostro marito, o qualcun altro, pronto con il coltello in mano a tagliarsi una bella fetta prima che abbiate potuto fare la foto della torta intera (anche se questa volta le foto non rendono molto, la torta è molto meglio vista dal vivo)!!! Io, questa volta l’ho fermato in tempo!!!
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È tutto. A presto,
Nata

PASTA CON SUGO DI FAGIOLI

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Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana!

Oggi vi propongo un sughetto delizioso con i fagioli, una ricetta che faccio ormai da molti anni e che riscuote sempre molto successo.

Ingredienti per 5 persone:

500 g di fagioli freschi ( o congelati, io ho usato quelli surgelati in estate)

1 fetta spessa di pancetta (circa 70-80 g)

1 cipolla media

1 carota media

1 costa di sedano

1 spicchio d’aglio

5-6 pomodorini (o 2-3 pomodori o dei pelati)

brodo vegetale

prezzemolo

400 g di pasta corta (io ho usato dei ditali)

sale

olio

pepe (facoltativo)

grana grattugiato a piacere

 

Tritare la cipolla, l’aglio e il sedano, grattugiare la carota e tagliare la pancetta a dadini e far soffriggere il tutto in olio.

Aggiungere poi i fagioli, far insaporire e unire poi i pomodorini (o i pomodori) sbucciati e tagliati a pezzetti (oppure i pelati).

A questo punto, versare nella casseruola del brodo caldo (circa 2 mestoli), salare, pepare e fare cuocere, a fuoco basso, per circa 1 ora, mescolando ogni tanto e unendo poco brodo, se questo dovesse evaporare eccessivamente.

poco prima di spenere, aggiungere del prezzemolo tritato.

Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e condirla con il sugo di fagioli.

Spolverare a piacere con grana grattugiato.

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Tutto qui. A presto,

Nata

TORTA PER IL NOSTRO 11° ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO

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Salve a tutti!
Oggi un post breve per farvi vedere la semplicissima torta che ho preparato il 30 settembre del 2014 per il nostro 11° anniversario di matrimonio (le “nozze d’acciaio”).
Come ogni anno, ho preparato una cenetta per ricordare quello che è stato uno dei giorni più felici della mia vita (so che è una cosa banale da dire, ma è così).

Ecco la scheda:

BASE                   PdS
BAGNA                al rum
FARCITURA         crema mascarpone e nutella
STUCCATURA     panna
DECORAZIONE   pdz

Come al solito, le ricette le potete trovare negli articoli precedenti: https://leduecucine.com/2014/11/07/torta-rosa-con-crema-chantilly-alle-mandorle/ per il pan di Spagna (sostituendo l’aroma mandorle con buccia grattugiata di limone) e https://leduecucine.com/2015/01/14/torta-topolino/ per la crema mascarpone e nutella.

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Oltre alla torta ho preparato (ho fotografato solo l’antipasto):

Antipasto:
“Roselline” di prosciutto crudo
Formaggio primosale
“Ventaglietti” di salame paesanella con olive nere

E poi:
agnello al forno con patate e involtini di vitello al forno con contorno di insalata verde (lattuga).

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Auguro a tutti una buona domenica, speriamo senza pioggia e vento come da me!
A presto,
Nata