LA “FOCACCIA” DELLA MAMMA. O E’ UNA PIZZA?

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Salve a tutti!
Che profumino c’era ieri sera in cucina!!! Una volta a settimana, più o meno, preparo la focaccia. Beh, io la chiamo focaccia, ma l’impasto è quello della pizza: il fatto è che, per me, la vera pizza è quella cotta nel forno a legna. Inoltre, io stendo l’impasto ad uno spessore che non è né di una pizza né di una focaccia. Insomma, qualunque cosa sia, mia madre, da cui ho imparato, l’ha sempre fatta così e a noi piace esattamente in questo modo.

Mi ha sempre affascinato il processo di lievitazione, pensare che pochi e semplici ingredienti possano trasformarsi in prodotti gonfi, soffici, morbidi, buonissimi… è qualcosa di straordinario e affascinante. Pensiamo al pane: non è altro che un impasto di farina, acqua, sale che, grazie al lievito, diventa un alimento così buono che tutti, chi più chi meno, lo consumiamo giornalmente e non riusciamo a farne a meno (a proposito di pane, sto imparando a farlo anch’io, ma di questo parleremo un’altra volta). Oppure pensiamo al pan di Spagna: uova, zucchero e farina che, lavorati a dovere, si trasformano in quella che è la base più usata nella pasticceria italiana per torte e dolci vari (anche del pan di Spagna parleremo più a fondo in un’altra occasione).

Se però con le torte non ho mai avuto grossi problemi (tranne qualche rara eccezione, mi sono venute sempre soffici e morbide, anche se magari in qualche caso non erano buone come mi sarei aspettata… ma questo è un altro discorso), con i lievitati salati non ho sempre avuto un buon rapporto, anche se ne sono sempre stata golosa.
Parlando in particolare della “focaccia”, fino a pochi anni fa, mia madre aveva l’abitudine di prepararla una volta a settimana, per cui … che bisogno c’era che imparassi pure io? Poi, per situazioni varie che si sono venute a creare, questa consuetudine si è persa e, quindi, o imparavo a prepararla io oppure ne avremmo fatto a meno.
I primi tentativi sono stati un completo fallimento, nonostante seguissi alla lettera i consigli di mia madre e non vi dico il nervoso che mi veniva. Poi, siccome sono una testona e, quando mi metto in testa una cosa, ci devo provare fino allo sfinimento, alla fine ci sono riuscita. e, una volta partita, chiaramente, non mi sono fermata a questo, ma ho sperimentato con successo anche altri impasti.

E, dopo questo panegirico, passiamo alla ricetta della “focaccia della mamma”:
1 Kg di farina 00
circa 500 ml di acqua tiepida
un cubetto di lievito di birra (25 g)
circa 3 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di zucchero
circa 6 cucchiai di olio d’oliva (io ne metto una quantità a occhio)

Mescolare la farina con il sale e fare la fontana. Mettere nel buco l’acqua, sciogliervi il lievito e lo zucchero, aggiungere l’olio e cominciare ad impastare: è importante che l’impasto rimanga abbastanza morbido, altrimenti non lieviterà bene e la focaccia non sarà abbastanza morbida.
Lavorare bene l’impasto per una decina di minuti e poi metterlo a lievitare: in inverno, io lo metto in una ciotola, la copro con un canovaccio, avvolgo il tutto in un plaid e, se è necessario, lo metto nel forno (spento, naturalmente), per evitare correnti d’aria. Se, invece, fa abbastanza caldo, lo faccio lievitare tranquillamente a temperatura ambiente, sempre coperto con un canovaccio. Occorreranno da 1 ora a 2 ore -2 ore e ½, in base proprio alla temperatura.
A questo punto, bisogna stendere l’impasto nelle teglie oleate e farcire a piacere. Nel mio caso, non devono mai mancare una margherita e una margherita con wurstel (che non ho fotografato). Oltre a queste, c’erano:

metà margherita e metà con i wurstel:

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tonno e cipolla (di solito la cipolla mi piace metterla cotta, cioè la faccio stufare con olio e un goccio di acqua, ma ieri sera non avevo tempo e l’ho messa cruda):

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pomodoro, lattuga, formaggio e per metà con prosciutto cotto e per l’altra metà con pancetta (la dovevo consumare):

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Cuocere in forno già caldo a 200-250°C per circa 15 minuti (è il tempo di cottura di una teglia).
Qui sotto le foto delle focacce già cotte:

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È buona anche il giorno dopo, fredda o riscaldata in padella: anzi devo dire che, volutamente ne preparo in abbondanza, così che ne resti per l’indomani.
A presto.
Nata

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4 thoughts on “LA “FOCACCIA” DELLA MAMMA. O E’ UNA PIZZA?

  1. Ciao Nata, te sei stata così gentile con me che non potevo non venire a trovarti qui! Mmmm si respira proprio i sapori della cucina mediterranea, ingredienti genuini, piatti completi e sostanziosi, mi piace!! Poi che dire della pizza…è uno dei miei piatti preferiti!

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