insalata di riso sbagliata

insalata di riso sbagliata (2)

Si avete letto bene oggi un post per ammettere un grossolano errore.

Ho preparato una banale insalata di riso con uova sode, sottaceti, formaggio a dadini, wrustel, olio, prezzemolo tritato, pepe nero macinato, scalogno e sale…..già sale troppo sale ho sbagliato ed ho usato troppo sale.

Dovevo rimediare, non avendo il tempo di cucinare altro riso dovevo arrangiarmi.

Ed allora l’idea, in un padellino ho messo un trito di aglio e prezzemolo finissimi, ho aggiunto del pan grattato ed ho tostato il tutto.

Ho aggiunto il pangrattato tostato all’insalata, ho amalgamato bene e…………..è venuta bene.

Gusto particolare ma buona

insalata di riso sbagliata (3)

Calamari “ammollicati” al forno

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Salve a tutti!

Non so nel resto d’Italia, ma qui stiamo boccheggiando dal caldo! Speriamo che sia solo un’ondata, altrimenti non so se ce la farò a resistere, il caldo lo tollero poco, decisamente sopporto meglio il freddo. La stagione ideale per me sarebbe la primavera…se la facesse!!! Mi ricordo che solo un anno ho desiderato fortemente che arrivasse l’estate, esattamente quando Chiara aveva tre anni: con l’ingresso all’asilo,  dall’inizio di gennaio fino alla fine di marzo ha “portato a casa” influenza, raffreddore, virus intestinali e altro, contagiando la sorella (che non aveva neanche 1 anno)…insomma, per 3 mesi, una delle due (o a volte tutt’e due insieme) stava male…quindi capirete che desiderassi fortemente la fine dell’inverno!!!

Tornando a noi, ultimamente non ho cucinato tanti piatti nuovi, anzi soprattutto piatti sbrigativi e mi dispiace anche di non essere molto presente per ora, ma sono abbastanza impegnata, visto che tra 1 mese (il 7 giugno), Chiara farà la Prima Comunione e devo ancora sbrigare un pò di cose…quindi in questo mese sarò latitante e mi scuserete se non sarò molto presente neanche sui vostri blog…

Il piatto che vi propongo oggi l’ho cucinato qualche settimana fa, dei buonissimi calamari ammollicati cotti al forno. Non ho pesato niente, quindi…fate a occhio.

 

Ingredienti:

calamari

pangrattato (io ho usato mollica di pane casereccio grattugiata)

aglio

prezzemolo

poco grana grattugiato

buccia di limone grattugiata

olio

Pulire i calamari (o farseli pulire dal pescivendolo, come ho fatto io) e tagliarli a grossi pezzi. Lavarli e asciugarli.

Preparare la “mollica”: se usate il pangrattato, conviene inumidirlo con poca acqua per renderlo più morbido (almeno io faccio così, quando non ho la mollica di pane fresco). In un contenitore abbastanza largo, mescolare il pane con aglio e prezzemolo tritati finissimi, la buccia grattugiata del limone, poco grana grattugiato e un pò d’olio.

Mettere i calamari, pochi per volta, nel pangrattato, rivestirli bene e sistemarli, man mano, in una teglia oliata.

Cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 15 minuti (regolarsi in base al proprio forno, per me sono stati sufficienti, bisogna fare in modo che non  diventino gommosi).

Siccome a mio marito era piaciuto il condimento usato per le ope, ho cotto in padella della cipolla tritata non molto finemente con qualche pomodorino e l’ho servito insieme ai calamari.

A piacere, potete spruzzare anche un pò di succo di limone.

 

Per oggi vi saluto. A presto (spero),

Nata

 

“OPE” AL FORNO

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Qualche giorno fa, mio marito ha incontrato un conoscente che si diletta a pescare e che aveva delle belle ope appena uscite dal mare e, così, ne ha portate alcune a casa.
Devo qui confessare la mia ignoranza, nel senso che finora non conoscevo il nome italiano di questo pesce. Ho dunque cercato delle informazioni e ho così scoperto che “opa” è il termine dialettale della boga (nome scientifico Boops boops = con occhi grossi, Linneo, 1758), molto comune qui da noi e nel Mediterraneo in generale.
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Le ho preparate in parte grigliate e in parte al forno. Di queste ultime vi riporto la ricetta, che utilizzo anche per altri tipi di pesce.

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Ingredienti:
ope
cipolla
pomodorini
aglio
prezzemolo
limone
olio
sale

Pulire le ope e fare un taglio nella parte ventrale senza però separare i due filetti, aprire leggermente il pesce, salarlo poco internamente e sistemarvi qualche fettina di aglio, un ciuffetto di prezzemolo, mezza fetta di limone e un filino d’olio.
Soffriggere brevemente la cipolla in olio e sistemarla in una pirofila. Allineare sopra i pesci, aggiungere qualche pomodorino tagliato a cubetti, salare poco, irrorare con un filo d’olio e infornare a 180°C per circa 30 minuti, avendo cura di girare i pesci a metà cottura. Io, negli ultimi 5 minuti di cottura, sono passata alla funzione ventilato.

Il pesce, così cucinato, diventa molto morbido e saporito.

Con questo è tutto. A presto,
Nata

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ARROSTO ARROTOLATO CON VERDURE

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Questo è un piatto che prepara spesso mia madre, una ricetta semplice ma gustosa.

Ingredienti:
1 Kg di carne di vitello tagliata in 1 o, meglio, 2 fette
1 carota
1 gambo di sedano
100 g di piselli
una manciata di mollica di pane
latte q. b.
2 spicchi d’aglio
1 uovo
maggiorana
prezzemolo
rosmarino
poco brodo
olio
sale
pepe

Tagliare a dadini la carota e il sedano e farli ammorbidire in padella con olio e 1 spicchio d’aglio.
Sbollentare i piselli.
In una ciotola, riunire le verdure, aggiungere la maggiorana, il prezzemolo e l’uovo e regolare di sale e pepe.
Poi unire della mollica bagnata nel latte e strizzata, quanta ne occorre per avere un composto della consistenza tale da poter essere spalmato sulla carne.
Sistemare dunque la farcia sulla carne, arrotolare e legare con dello spago da cucina sigillando bene le estremità per evitare la fuoriuscita del ripieno.
Rosolare il rotolo in olio con l’altro spicchio d’aglio e il rosmarino, aggiungere poco brodo e cuocere per circa 45 minuti.
Fare riposare almeno 10 minuti e poi servire la carne a fette.

Tutto qua. Alla prossima,
Nata

DUETTO DI STOCCAFISSO: AL FORNO CON PATATE E “ALLA GOMES DE SÀ”

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Lo stoccafisso lo mangio e, soprattutto, lo cucino solo da pochi anni.
Quand’ero piccola non lo mangiavamo tanto spesso, anzi per tradizione si comprava per la Vigilia di Natale e, raramente in qualche altra occasione; ricordo che, mentre ora lo si trova già pronto per essere cucinato, all’epoca mia madre lo comprava secco e doveva poi metterlo in ammollo, quindi per qualche giorno …c’era un odorino nella stanza in cui lo teneva…che proprio non sopportavo!
In realtà non è che non lo mangiassi per niente, ma mi piaceva solo preparato in insalata, quindi crudo, condito con olio, aceto e prezzemolo: lo stoccafisso cotto mi sembrava cambiasse completamente sapore e non mi piaceva per niente.

Quando poi mi sono sposata, il 24 dicembre cucinava mia suocera preparando proprio lo stoccafisso o “a ghiotta”, cioè con pomodoro oppure in una versione in umido ma senza pomodoro. Ora, mentre mia madre, in quelle occasioni, preparava per noi figli (non ero solo io a non mangiarlo!!!) qualche altro piatto di pesce, mia suocera cucinava solo lo stoccafisso. Quindi, o lo mangiavo oppure restavo a pancia vuota; d’altra parte, non volevo pensassero fossi viziata, pertanto…..ho cominciato a mangiare lo stoccafisso e, con mia sorpresa, non mi è dispiaciuto!!!
Quando, poi, qualche anno dopo, ho scoperto che, lessando per 5-10 minuti lo stoccafisso con qualche foglia di alloro prima di cucinarlo in qualunque modo si voglia, il sapore forte viene un po’ smorzato, l’ho veramente gustato e ho iniziato anche a cucinarlo.

Ormai, lo stoccafisso lo si trova facilmente tutto l’anno, peraltro, come ho detto sopra, già ammollato, quindi ogni tanto lo compro. Questi piatti li ho cucinati un paio di settimane fa: dato che volevo provare una ricetta vista da Giovanna del blog Sarde e finocchietto e, al tempo stesso, volevo prepararlo al forno, ho deciso di fare entrambe le ricette.

La ricetta “alla Gomes de Sà” in realtà viene preparata con il baccalà che, però, dalle mie parti, come ho anche scritto a Giovanna, si trova con difficoltà (dovrei andare a comprarlo in pescheria, il mio pescivendolo lo porta molto raramente): siccome la ricetta mi era piaciuta, ho pensato di usare lo stoccafisso e devo dire che era molto buono e gustoso.
Per la ricetta vi rimando direttamente a Giovanna.

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Vi lascio invece la ricetta dello stoccafisso al forno con patate.

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Ingredienti per 4 persone:
800 g di stoccafisso ammollato
800 g di patate
8 filetti di acciughe sott’olio (se sono filetti piccoli, metterne qualcuno in più)
una manciata di capperi sotto sale
1-2 spicchi d’aglio (dipende dalla grandezza)
un bel ciuffo di prezzemolo
2 pomodori (o 4-5 pomodorini)
½ bicchiere di vino bianco secco
alloro
olio
sale
pepe

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Tagliare le patate a grosse fette.
Lessare lo stoccafisso e le patate per 10 minuti in acqua bollente con una foglia di alloro, poi scolarli bene e sistemarli in una pirofila unta d’olio.
Tritare, il più finemente possibile, le acciughe insieme ai capperi (sciacquati. Io, generalmente, dopo averli tenuti sotto sale, ne metto qualche cucchiaio in un vasetto con aceto, in modo che sono già dissalati quando li devo usare), l’aglio e il prezzemolo.
Tagliare i pomodori a dadini piccoli, privandoli dei semi.
Distribuire, su stoccafisso e patate, il trito e i pomodori, salare (con moderazione, vista la presenza di acciughe e capperi), pepare, versare il vino bianco, irrorare con olio e cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 45 minuti (io copro la pirofila con alluminio che poi tolgo negli ultimi 15 minuti di cottura).
Servire ben caldo.

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A presto,
Nata

ARROSTO GUSTOSO

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Tempo fa, commentando un articolo di Grembiule da cucina riguardante un arrosto, le dicevo che io, questo piatto l’ho cucinato pochissime volte, forse 4-5 volte in tutto, dato che lo prepariamo in occasioni particolari e, in quei casi….ci pensa la mamma.
Bene, domenica scorsa ne ho cucinato uno e, così, saliamo a 5-6 volte!!!

La ricetta l’ho presa in un vecchio numero della rivista Idee Cucina, ma ho fatto delle modifiche. Ho ottenuto un arrosto veramente gustoso con una squisita salsa di accompagnamento.
800 g di vitello (io filetto)
6 carote
2 grosse cipolle
3 coste di sedano
2 spicchi d’aglio
2 bicchieri di vino bianco secco
brodo vegetale
olio
sale
pepe bianco appena macinato
poca farina bianca
rosmarino
Fare marinare la carne nel vino con l’aglio e un rametto di rosmarino per almeno 3 ore.
Toglierlo, senza buttare la marinata, e farlo rosolare bene in 2 cucchiai di olio.
Affettare carote e cipolle e incorporarne metà alla carne. Tagliare il sedano a pezzi e aggiungere anche questo in pentola. Regolare di sale e pepe, unire un altro rametto di rosmarino e continuare la cottura a fiamma dolce, unendo a poco a poco il sugo della marinata (se necessario, allungare con un po’ di brodo vegetale)
Dopo circa 45 minuti, togliere le verdure dalla pentola e aggiungere le carote e le cipolle lasciate da parte. Cuocere per altri 10 minuti.
Preriscaldare il forno a 200°C.
Sistemare l’arrosto e le verdure della pentola (quelle aggiunte per ultime) in una teglia da forno, regolare di olio, spolverare con il pepe e mettere in forno per 20 minuti.
Ora frullare il sugo con le verdure tolte precedentemente dalla pentola, allungare con un bicchiere di brodo vegetale, aggiungere 2 cucchiaini di farina e, se necessario, regolare di sale. Far cuocere questa salsa per circa 15 minuti, a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto.
Far riposare un poco l’arrosto fuori dal forno, poi affettarlo e servirlo con le verdure e la salsa.

 

A presto,

Nata

 

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SPIEDINI MISTI DI CARNE

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Come promesso, eccomi con la ricetta degli spiedini di carne preparati per la festa del papà.
Per la composizione, mi sono ispirata a degli spiedini che, ogni tanto, compro in macelleria. Infatti, aprendo il freezer, ho trovato delle fettine di petto di pollo, due bistecche di manzo e della salsiccia e, quindi, dopo averci pensato su un attimo su come poterli cucinare, ho deciso di riunirli e farne un unico piatto.
Per quanto riguarda la marinata, quando trovo qualche idea che mi piace me l’appunto per poi usarla all’occasione giusta: per questi spiedini, questa mi è sembrata perfetta.
Passiamo dunque alla ricetta, mi dispiace non poter fornire delle dosi, tranne che per la marinata, ma solo uno spunto, per chi fosse interessato.
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Ingredienti:
petto di pollo (il mio era affettato, ma va bene anche in un pezzo intero)
carne di manzo (la mia era costata)
salsiccia
pancetta stesa tagliata piuttosto spessa
peperone

Per la marinata:
½ cipolla
5 cucchiai di olio
1 spicchio d’aglio
1 limone
1 bicchiere di vino bianco secco
1 rametto di rosmarino
origano

Preparare innanzitutto la marinata: fare un trito piuttosto fine con la cipolla, metterla in un contenitore abbastanza largo, unire l’olio, l’aglio tagliato a lamelle, il succo di limone, il vino bianco, le foglie del rosmarino tritate grossolanamente e l’origano.

Tagliare la carne a pezzi, metterli nella marinata, rigirandoli in modo che vengano ricoperti per bene. Lasciarli così per almeno 1 ora-1 ora e 30 minuti.

Tagliare la salsiccia in pezzi lunghi circa 5 cm e il peperone e la pancetta a quadretti (la pancetta l’ho aggiunta per insaporire ulteriormente la carne).

Sgocciolare la carne dalla marinata e, alternando i vari ingredienti, preparare gli spiedini. Io ho seguito quest’ordine: salsiccia-peperone-pollo-pancetta-manzo-pancetta-pollo-peprone-salsiccia.

Cuocere quindi gli spiedini sul barbecue per circa 15 minuti, salarli e servirli ben caldi.

A presto,
Nata

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CONIGLIO ALLA MODA DI…PASQUALINA

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…cioè della mia mamma!
Infatti, questo è il modo in cui mia madre cucina più spesso il coniglio, con qualche variante dovuta alle verdure a disposizione, ma la ricetta base è questa: una ricetta appetitosa che rende la carne morbida e gustosa.

Mia madre cucina esclusivamente i conigli che lei stessa alleva (per uso familiare): da noi ci sono sempre stati degli animali. Infatti, vicino casa, possiede un pezzo di terreno dove coltiva verdure, ortaggi e qualche albero da frutto, nonché dei fiori e alleva galline e conigli. Fino a circa un decennio fa, cioè fino a quando eravamo ancora tutti a casa, ne aveva un buon numero tra galline, galli e pollastrelle e varie gabbie con i conigli. Ora, invece, tiene 4-5 galline, esclusivamente per le uova, e anche i conigli sono diminuiti di numero.

Mi ricordo che, quando io ero piccola, aveva anche delle chiocce: noi bambini aspettavamo con ansia il momento in cui si sarebbero schiuse le uova e sarebbero usciti quei batuffoletti morbidi che ci piaceva tenere in mano e accarezzare…

Sempre molti anni fa, mi ricordo anche dei tacchini, insieme alle galline: quando ci capitava di andare con lei per dar loro da mangiare, li tenevamo sempre d’occhio perché avevamo paura che ci saltassero addosso!!!

Fino a quando mia nonna paterna, che abitava con noi, ha potuto occuparsene, avevamo due caprette, una dal pelo di colore rossiccio si chiamava Russedda mentre l’altra che aveva il pelo bianco con grandi macchie marroni si chiamava Castagnola. E mi ricordo che noi tre nipotini accompagnavamo mia nonna che le portava in campagna a farle pascolare e quanto ci divertivavamo a passeggiare all’aria aperta, a raccogliere fiori, a far merenda seduti sull’erba o su una pietra…

Altri tempi…….

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Tornando alla ricetta di oggi, non ho dosi precise dato che metto tutto a occhio e uso le verdure che ho a disposizione, anche se non mancano mai cipolla, carota e patate. Qui riporto gli ingredienti che ho usato io ieri sera.

Ingredienti:
1 coniglio tagliato a pezzi
1 cipolla
1 carota
1 patata grande
1 costa di sedano
3 pomodorini
un pezzo di peperone rosso
salvia
rosmarino
brodo vegetale
½ bicchiere di vino rosso
olio
sale

Per prima cosa, mettere i pezzi di coniglio in una padella antiaderente e rosolarli senza alcun condimento, devono cambiare colore ed eventualmente asciugarsi. Quindi sistemarli in un tegame, condirli con olio e salarli.
Pulire le verdure e tagliare la cipolla a fette non molto sottili, la cipolla a rondelle, il sedano a dadini, il peperone a listarelle e i pomodorini a pezzetti. Mettere dell’olio in una padella, unirvi le verdure preparate, regolare di sale e farle cuocere brevemente (insomma, quanto basta per non aggiungerle crude al coniglio).
Ora, unire le verdure nel tegame con la carne, aggiungere anche le patate tagliare a grossi pezzi e fare insaporire. Sfumare con il vino e far evaporare.
Aggiungere le erbe aromatiche e un paio di mestoli di brodo, una volta raggiunta l’ebollizione, abbassare la fiamma e proseguire la cottura per circa 1 ora e 30 minuti, stando attenti a non fare asciugare troppo la preparazione (se necessario, unire altro brodo).
Servire la preparazione ben calda.

…la scarpetta è d’obbligo!!!

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PER LA FESTA DELLE DONNE…CUCINA L’UOMO DI CASA!

In realtà è stata una coincidenza!
A mio marito Natale piace cucinare, a volte si tratta di qualche piatto sbrigativo, altre volte di un pasto completo (tranne il dolce). Il più delle volte veramente ci mettiamo a cucinare insieme, ieri invece ha fatto quasi tutto lui, io praticamente gli ho fatto solo da assistente.
Sabato pomeriggio abbiamo comprato il pesce e, ieri mattina, lui l’ha pulito e preparato per essere cucinato. Così, al ritorno dalla Messa, si è messo ai fornelli.
Lui sa essere anche molto creativo in cucina, ma ieri si è mantenuto sul classico. Non aspettatevi quindi delle ricette chissà quanto fantasiose, vi assicuro però che era tutto molto buono!!!

Il menù comprendeva:
spaghetti con cozze e vongole
gamberoni al forno con pistacchio
pepata di cozze
involtini di pesce spada*

*questi in realtà li abbiamo comprati già fatti

Per gli spaghetti, questa volta Natale ha preferito la versione in bianco. Fare aprire le cozze e le vongole (che noi per comodità compriamo già pulite) separatamente, in due pentole, con degli spicchi d’aglio. Sgusciatene una buona parte e filtrate i liquidi rilasciati dai molluschi.
In una padella abbastanza grande e alta (la nostra in realtà non è molto grande, ma mi sono ripromessa di regalarne al più presto una così a mio marito, che si potrà quindi cimentare in delle performance da vero chef!) soffriggere altri spicchi d’aglio in abbondante olio, unire i liquidi filtrati e fare restringere un po’. Quindi, aggiungere i molluschi e abbondante prezzemolo tritato e spegnere.

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Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli 2 minuti prima della fine della cottura, versarli nella padella con il sughetto e finire di cuocerli. Non resta che impiattare e servire.
Qui lo potete vedere all’opera (intanto ci siamo anche spostati nella cucina di mia suocera che abita…al piano di sotto della nostra casa):

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E qui il piatto (abbiamo fatto una porzione da ristorante giusto per fare la foto…ma poi abbiamo aggiunto un altro po’ di pasta):

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Per i gamberoni, che erano veramente belli grandi, originariamente l’idea era semplicemente di grigliarli (insieme agli involtini) ma, siccome il tempo non ha permesso di accendere il barbecue fuori, abbiamo optato per un altro tipo di cottura. Quindi, pulire i gamberoni, togliendo la testa, il guscio e il filo nero intestinale e lasciando, se ci si riesce, la coda. Preparare l’impanatura: noi abbiamo usato 100 g di pangrattato, sale, 1 cucchiaio di grana grattugiato, 1 spicchio d’aglio e 2 cucchiai di farina di pistacchio. Dopo aver macinato tutto insieme, mi sono resa conto (perché questa l’ho preparata io!) di avere sbagliato a mettere il pistacchio prima: sarebbe stato meglio aggiungerle dopo aver amalgamato gli altri ingredienti, così se ne sarebbe sentito di più il gusto (almeno penso che sarebbe stato così) e si sarebbe anche visto meglio!!! Se ci dovesse essere una prossima volta, procederò diversamente e ne metterò un po’ di più.
Oliare i gamberoni, passarli nell’impanatura, sistemarli su degli spiedini e cuocerli sotto il grill del forno, 5 minuti per lato.
Devo dire che erano anche questi deliziosi.

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Gli altri piatti non li ho fotografati, comunque gli involtini di pesce spada sono stati cotti sempre sotto il grill, circa 8 minuti per lato e, per la pepata di cozze, basta far rosolare degli spicchi d’aglio in olio, aggiungere le cozze, mettere il coperchio e farle aprire a fuoco abbastanza alto e scuotendo la pentola per rimescolare. Quando tutti i molluschi sono aperti unire del prezzemolo e, chiaramente, peperoncino. Dare un’altra rimescolata e servire ben caldo.
A volte mettiamo anche dei pomodorini spezzettati, da aggiungere insieme alle cozze.

Che dire? Ci siamo alzati da tavola ben sazi e soddisfatti!!!
Alla prossima,
Nata

LE RICETTE DI … NATALE – SECONDA PARTE

Salve a tutti!
Oggi completiamo le ricette del pranzo di Natale con il secondo piatto che ho preparato con mio marito: filetto di vitello con crema di carciofi in crosta di pasta sfoglia.

 

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La ricetta l’ho presa da un vecchio numero di Cucina moderna, era buona ma deve essere perfezionata.
Ingredienti per 12 persone:
1,5 Kg di filetto di vitello
600 g di carciofi lessati
200 g di prosciutto crudo
2 spicchi d’aglio
1 dl di vino bianco
40 g di grana grattugiato
1 rametto di rosmarino
olio, sale e pepe
500 g di pasta sfoglia

Preparazione
Strofinare la carne con aglio, sale e pepe, sistemarla in una teglia con 4 cucchiai di olio e del rosmarino e infornare per 10 minuti a 200°C (in forno già caldo). Versare il vino, coprire con un foglio di alluminio e rimettere in forno a 180°C per 30 minuti.

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Mescolare i carciofi frullati (ci siamo poi resi conto che in questo modo hanno rilasciato molto liquido, quindi la prossima volta, se ci sarà, li metteremo a fettine) con il grana.
Stendere una accanto all’altra le fette di prosciutto su un foglio di carta forno, spalmarvi sopra i carciofi e sistemare la carne. Aiutandosi con la carta, avvolgere tutto intorno alla carne. Nelle foto sotto, si vede mio marito all’opera:

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Infine, avvolgere la pasta sfoglia intorno al rotolo, sistemarlo nella teglia e infornare a 200°C per circa 30 minuti, azionando negli ultimi 10 minuti la funzione “ventilato”.

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Qui abbiamo fatto un altro errore e, cioè, non abbiamo spennellato la sfoglia con tuorlo sbattuto e quindi, il nostro rotolo era piuttosto palliduccio.
Nonostante tutto, la carne era molto buona e cotta al punto giusto e l’abbinamento con i carciofi molto azzeccato. Sicuramente una ricetta da ripetere.
Anche per oggi è tutto. A presto.
Nata