N. Y. CHEESECAKE

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Finalmente ritorno con un dolce!
Neanche ci fossimo messi d’accordo con mio cognato, per ieri ho preparato anch’io una cheesecake! Vi avevo già detto in questo post quanto amiamo in famiglia questo tipo di dolce, ci piacciono soprattutto le cheesecakes senza cottura, anche se gradiamo assolutamente anche le cheesecake da forno, come quella che vi presento oggi.
In realtà, non avrebbe bisogno di alcuna presentazione, visto che è “la” cheesecake o, perlomeno, una versione della cheesecake più famosa. Infatti, come accade per tanti altri piatti tradizionali, non c’è una ricetta unica. Tant’è vero che, mentre andavo alla ricerca di questa fantomatica ricetta, mi sono imbattuta in vari siti che vantavano la “ricetta dell’originale New York Cheesecake”, ma che erano tutte diverse l’una dall’altra.
Quella che ho scelto di realizzare sabato scorso l’ho presa qui e, per la precisione, l’autrice parla di N.Y. style cheesecake, quindi non della “vera”: ma, mi è piaciuta e ho deciso di provarla (in futuro, realizzerò anche le altre). Ho cambiato solo la copertura e qualche piccolo particolare nella farcia.

Ingredienti per uno stampo da 20-22 cm di diametro.
Per la base:
100 g di biscotti Digestive
60 g di burro
30 g di zucchero di canna
Per la farcia:
450 g di Philadelphia
150 g di zucchero
10 g di amido (maizena)
2 uova e 1 tuorlo
scorza grattugiata e succo di ½ limone
1 stecca di vaniglia
50 g di panna da cucina
20 g di latte
un pizzico di sale
Per la salsa di accompagnamento:
150 g di fragole
60 g di marmellata di frutti di bosco
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di zucchero

Preparare innanzitutto la base: sbriciolare i biscotti e mescolarli bene con il burro precedentemente fuso con lo zucchero di canna. Pressare il composto con il dorso di un cucchiaio sul fondo di una tortiera, preferibilmente a cerchio apribile, foderata con carta forno e far riposare in frigo per circa 30 minuti.
Raschiare i semini di un pezzetto di bacca di vaniglia. Mescolare la panna con il latte e unirvi i semini e la bacca stessa, lasciandovela per il tempo che la tortiera rimarrà in frigo.
Preriscaldare il forno a 200°C.
Mescolare il Philadelphia con lo zucchero, l’amido, la scorza di limone e il sale. Poi, unire le uova e il tuorlo, uno alla volta, la panna (da cui è stata tolta la bacca di vaniglia) e il succo di limone, amalgamare bene e versare il composto (che sarà abbastanza liquido, ma è del tutto normale) nella tortiera sulla base di biscotti.
Cuocere in forno, a 200°C per i primi minuti, poi abbassare la temperatura a 160°C e proseguire per 45-50 minuti.
Far raffreddare completamente il dolce a temperatura ambiente, quindi riporlo in frigo per almeno 4-5 ore (il mio c’è rimasto per tutta la notte).
Per la salsa di accompagnamento, tagliare le fragole a pezzetti, versare un cucchiaio di zucchero e far macerare in frigo (anche queste le ho preparate la sera prima e, quindi, sono rimaste in frigo tutta la notte).
Mescolare la marmellata con il succo di limone, unirvi le fragole con il sughetto che si è formato e versare il tutto sulla cheesecake.
Ricordarsi di uscire il dolce dal frigo 30 minuti prima di gustarlo.

Cosa dire? È un dolce fresco, delizioso…insomma veramente buono. Devo dire che mi è piaciuta molto la salsa che si sposa bene con il ripieno.

A presto,
Nata

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LA NOSTRA CHEESECAKE PREFERITA

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Quanto sono buone le cheesecakes; soprattutto mi piacciono quelle con la frutta e senza cottura. Questa ricetta l’ho preparata per la prima volta qualche anno fa e ci è piaciuta subito, soprattutto, con mia grande sorpresa, a mia figlia Chiara: dico con mia grande sorpresa perché, all’epoca, lei non amava tanto i dolci, a volte non voleva neanche assaggiarli. Invece, questo è diventato uno dei suoi dolci preferiti e mi chiede spesso di farlo.
L’ho proposta anche ad una cena tra amici ed è piaciuta così tanto che, da allora in poi, in occasioni del genere, il mio compito è… preparare la cheesecake (ormai non me lo faccio neanche dire)!!!
È un dolce molto semplice, preparato con pochi e semplici ingredienti, molto fresco, quindi perfetto da gustare in estate, ma noi lo gradiamo anche in inverno.
L’ho preparata, come detto prima, varie volte, variando la frutta: quella più gettonata è la variante con le fragole, ma sono buone anche quelle con le pesche, i frutti di bosco e altre senza frutta fresca, con marmellata e con cioccolato.

Andiamo dunque alla ricetta. Spero di non creare confusione, perché ho pensato di descrivere contemporaneamente la ricetta base e le varianti che ho provato finora.
In quella che propongo oggi, la frutta non è presente all’interno, ma solo nel topping, sotto forma di arancia a fette e di gelatina preparata con succo d’arancia fresca. Inoltre ho aggiunto delle gocce di cioccolato fondente sia alla farcia che al topping.

Ingredienti per uno stampo da 20 cm.
Per la base:
250 g di biscotti Digestive*
140 g di burro fuso
50 g di nocciole tostate e macinate (facoltativo)

Per la farcia:
300 g di Philadelphia
80 g di zucchero a velo
250 g di panna montata
il succo di ½ limone
3 fogli di colla di pesce (6 g)

Si possono aggiungere 150-200 g di frutta a scelta (fragole**, pesche, frutti di bosco ecc…)

Per il topping:
circa 200 g di frutta fresca frullata con zucchero (quantità a piacere, in base a quanto lo si vuole dolce)
1 foglio di colla di pesce
oppure
marmellata
oppure (vedi sopra la parte evidenziata in rosso)
200 ml di succo d’arancia fresco
2-3 cucchiai di zucchero a velo
1 foglio di colla di pesce
gocce di cioccolato fondente

*ho provato anche con altri tipi di biscotti, in quella di oggi ho usato dei biscotti al cioccolato, ma i Digestive sono in assoluto quelli che preferisco
**le fragole le faccio macerare con lo zucchero

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Per la base, sbriciolare i biscotti e mescolarli bene con il burro (ed eventualmente con le nocciole). Pressare il composto con il dorso di un cucchiaio sul fondo di una tortiera, preferibilmente a cerchio apribile, foderata con carta forno e far riposare in frigo per circa 30 minuti.

Per la farcia, innanzitutto mettere in ammollo la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Sbattere il Philadelphia con lo zucchero e il succo di limone e unire la panna e infine la colla di pesce, strizzata e sciolta in poco latte. Aggiungere eventualmente la frutta (io ripeto che stavolta non ho messo frutta all’interno), versare tutto sulla base di biscotti e mettere in frigo: io generalmente preparo tutto il giorno prima.

Per il topping, distinguiamo i vari casi:
Se si usa la frutta fresca. In quasi tutte le ricette che ho consultato, la frutta viene frullata e cotta, ma a me sinceramente non piace così, perché ho l’impressione che la frutta, con questo procedimento, perda gusto. Quindi, preferisco frullare la frutta con lo zucchero a velo (la quantità è a piacere, perché dipende da quanto la si vuole dolce, quindi … assaggiate e stabilite voi la dose giusta) e unire la colla di pesce, ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta in poca acqua. Versare poi il tutto sulla cheesecake e rimettere in frigo per almeno 2 ore.
Se si usa la marmellata, basta riscaldarla o frullarla con poca acqua per ammorbidirla, versarla sulla cheesecake e rimettere in frigo per almeno 2 ore.

In entrambi i casi, si può anche decorare con della frutta (la stessa usata eventualmente all’interno)
Per il topping all’arancia, mescolare il succo con lo zucchero (anche in questo caso, la quantità dipende da quanto si vuole addolcire) e unire la colla di pesce, ammollata in acqua fredda, strizzata e sciolta in poco succo. Versare poi il tutto sulla cheesecake, sistemare delle fettine sottili di arancia e rimettere in frigo per almeno 2 ore.

E con questo, per oggi, è tutto. A presto,

Nata

RED VELVET CAKE

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Salve a tutti!
Questo articolo avrei voluto/dovuto pubblicarlo ieri, ma il computer è stato tutto il giorno off-limits per cui ho dovuto rimandare e ne approfitto oggi che padre e figli sono usciti a fare una passeggiata.
Premetto che San Valentino non lo festeggiamo ormai da anni, l’abbiamo fatto i primi anni di fidanzamento, poi l’abbiamo, per così dire, ignorato. Quest’anno, invece, è stato la scusa per preparare una torta che volevo provare da tanto tempo, la famosa red velvet cake. Non mi dilungo a parlarne, perché è molto conosciuta: dirò solo che è una torta americana, dal caratteristico colore rosso vivo e dalla consistenza molto “morbida”, da cui l’appellativo velvet, cioè velluto. Il colore rosso la rende una torta adatta alle festività natalizie e alla ricorrenza di San Valentino.
Essendo abbastanza umida di suo, non va assolutamente bagnata e, tipicamente, viene farcita con una crema a base di formaggio morbido.

Cercando nel web, non ho trovato due ricette che fossero uguali e, non sapendo quale scegliere, alla fine mi sono fermata su questa http://lericettedichiccake.blogspot.it/2011/07/red-velvet-loriginale.html#comment-form, semplicemente perché l’autrice nell’articolo scriveva: “Ma non una ricetta qualunque, una della tante che trovate sul web….. questa è l’originale e favolosa ricetta americana!”. Io, comunque, qualche modifica l’ho fatta (in particolare, ho dimezzato la quantità di olio di semi di girasole che mi sembrava veramente eccessiva).

Il colore rosso, in realtà, si dovrebbe ottenere in modo naturale, per reazione chimica tra latticello e bicarbonato, però in molte ricette ho visto che il bicarbonato viene sostituito dal lievito e, pertanto, per avere il colore rosso si aggiunge del colorante all’impasto.
Per preparare la base di questa torta, serve un ingrediente sconosciuto in Italia, il latticello, che, come ho potuto appurare dalle mie ricerche, si può ottenere in tre modi:
1) facendo inacidire il latte con succo di limone o aceto di mele
2) mescolando yogurt e latte in parti uguali
3) facendo…impazzire la panna
Io, giusto per complicarmi un po’ la vita, ho scelto la terza opzione: in pratica bisogna montare la panna fino a farla, come detto prima, impazzire separando così il burro da un liquido che è appunto questo famoso latticello (ve ne parlerò in un altro articolo).

Anche, per quanto riguarda la farcitura, ho riscontrato più varianti, io non ho usato il frosting riportato nella ricetta del link sopra riportato (a base di formaggio cremoso e burro), ma un altro a base di Philadelphia e mascarpone (molto goloso).

Devo dire che anche il gusto della torta è particolare, diverso dai dolci cui siamo abituati, ma è gradevole. Sicuramente, la rifarò, provando qualche altra ricetta, anche perché onestamente la quantità di olio di semi, pur dimezzata, mi sembra troppa, mentre in altre ricette si usa il burro e in dosi ancora minori.

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Passiamo, quindi alla ricetta (in rosso le mie modifiche):

Per la base. Per una teglia da 24 cm di diametro:
350 g di farina autolievitante (farina 00 + ½ bustina di lievito)
300 g di zucchero
5 g di bicarbonato
5 g di cacao amaro (l’ho omesso)
un pizzico di sale
250 ml di latticello (ottenuto da 500 ml di panna fresca)
2 uova a temperatura ambiente
375 ml olio di girasoli (180 ml)
5 ml di aceto bianco
25 ml (o 5 cucchiaini rasi se usate quello in polvere) di colorante alimentare (non l’ho misurato, ma era meno di ½ cucchiaino di colorante in gel)
5 ml di vaniglia (una fialetta di aroma vaniglia)

Setacciare e mescolare farina, bicarbonato, zucchero e sale.
Mescolare latticello, uova, olio, aceto, colorante e vaniglia.
Unire poi solidi e liquidi, mescolando fino ad ottenere un impasto omogeneo. Travasare il composto nello stampo rivestito con carta forno (io uso gli stampi a cerchio apribile, rivesto il fondo con la carta e imburro i lati) e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 1 ora (controllare la cottura con uno stecchino o, come faccio io, con uno spaghetto).
Qui sotto, il composto nello stampo, prima di essere infornato:

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Per il frosting:
250 g di Philadelphia
250 g di mascarpone
300 ml di panna montata
100 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di succo di limone

Mescolare Philadelphia, mascarpone, zucchero e succo di limone per ottenere un composto liscio e cremoso. Unire poi la panna e mescolare fino ad avere un composto omogeneo.

Una volta che la torta si è raffreddata, togliere il bordo esterno che risulta di colore più scuro, marroncino e tagliarla in tre strati. Metterne da parte un po’ per la decorazione. Bisogna fare molta attenzione, perché la torta, essendo molto morbida, si rompe facilmente (effettivamente in qualche ricetta, si diceva di mettere la torta in congelatore per il tempo sufficiente a farla raffreddare bene, in modo da poterla tagliare senza tanti rischi di rottura. Lo terrò presente la prossima volta!). Farcirla con parte del frosting e usare il resto per rivestire esternamente la torta.
Sbriciolare la base messa da parte e usarla per decorare. Essendo una torta già ricca di suo, l’ho decorata molto semplicemente, rivestendo di briciole il bordo e disegnando un cuore, vista la circostanza.
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Ecco infine una foto dell’interno e della fetta:

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È tutto. A presto,
Nata